C'è sempre quel percorso
impedito di sassi che attraversa
il fiume e poi oltre.
C'è sempre quell'odore forte
nauseante di muffa livida
e vischiosa,
che ancora respiro
fra le sue pietre.
Poi...appare un arcobaleno
di rugiada nelle sue acque limpide.
Ed è mio destino
togliere i sandali e affondare
i piedi nudi tra i ciottoli lisci.
E sentirmi libera
da tutte le catene!
impedito di sassi che attraversa
il fiume e poi oltre.
C'è sempre quell'odore forte
nauseante di muffa livida
e vischiosa,
che ancora respiro
fra le sue pietre.
Poi...appare un arcobaleno
di rugiada nelle sue acque limpide.
Ed è mio destino
togliere i sandali e affondare
i piedi nudi tra i ciottoli lisci.
E sentirmi libera
da tutte le catene!
10 commenti
L'anima vola
spazia nell'universo
in cerca di qualcosa.
Forse
di un vento
o delle stelle.
Attraversa le costellazioni.
Forse in realtà
cerco me stessa
forse l'impossibile.
L'anima, il corpo
non trovano più
la spiritualità interiore.
Che credevo mi arricchisse.
Invece mi accorgo
di cadere
affogando nel fango.


Ostinato cielo eppur sorprendi il cuore
covo di pieghe fragili in metastasi
al cospetto del sole chiuso nel dolore
operando disinganno al seme del raccolto.
Morto il sogno, sfigurato nella pelle
dal reciso filo di una tra le stelle
emerge la verità d’esser uomo folle.
Conchiglia la dolcezza a fiore ferito
nel tempo vivente con occhi d’innocente
tra sospiri di carne e sospensione
colma il vuoto del sole forato d’illusione.
Fissità ricucite con nude radici di passione
s’ostinano mappa a rifiutar ragioni
del troppo vivere forse per errore.
Il livido bacio a luce d’intenzione
rifiuta in fuga la facile guarigione
rimargina memorie accorpate nell’assenza
mostrando vena al pianto e alla missione.
Colori di parole in dignitosa stanchezza
l’anima addormentano senza alcuna sosta
elegante ondeggiano in fantasia di brezza
alla luna con occhi chiusi alla poesia
prima che muoia l’ultima mia follia.
Oggi i bambini non hanno pianto, i buoni hanno vinto.
Ti prego di stringimi però, pensando al giorno in cui i miei occhi distilleranno sangue
dopo aver esaurito anche l'ultima lacrima,
al giorno in cui implorerò un dio qualsiasi affinchè possa donarmi una morte celere per risparmiandomi ogni agonia.
Le stazioni corrono veloci, veloce corre la carrozza in cui siedo.
Non sto venendo da te, sto allontanandomi.
Allontanandoti dalle mie paure che per troppo tempo ho condiviso con te
e che ti indurranno a temere le mie paure, a sognare i miei incubi.
Ho visto ognuno di voi godere di una felicità che non avete mai posseduto,
ma oggi amore non biasimo voi, gli illusi,
voi, gli stolti, bensì me, l'intelletualmente onesto , che pur essendosi svegliato ogni giorno in un
nuovo giorno, ho perseverato ad ossequiare le rovine d'avorio,
ad omaggiare le necropoli mute,
ad odiare me stesso per non aver odiato a sufficenza gli altri.
Ti prego di stringimi però, pensando al giorno in cui i miei occhi distilleranno sangue
dopo aver esaurito anche l'ultima lacrima,
al giorno in cui implorerò un dio qualsiasi affinchè possa donarmi una morte celere per risparmiandomi ogni agonia.
Le stazioni corrono veloci, veloce corre la carrozza in cui siedo.
Non sto venendo da te, sto allontanandomi.
Allontanandoti dalle mie paure che per troppo tempo ho condiviso con te
e che ti indurranno a temere le mie paure, a sognare i miei incubi.
Ho visto ognuno di voi godere di una felicità che non avete mai posseduto,
ma oggi amore non biasimo voi, gli illusi,
voi, gli stolti, bensì me, l'intelletualmente onesto , che pur essendosi svegliato ogni giorno in un
nuovo giorno, ho perseverato ad ossequiare le rovine d'avorio,
ad omaggiare le necropoli mute,
ad odiare me stesso per non aver odiato a sufficenza gli altri.
Dove sono i monti
che frastagliano gli orizzonti
e le nuvole che si dividono su essi?
Fin dove penetrano le radici degli alberi,
davanti a cosa si aggrovigliano
diventando segreti punti di domanda?
Cosa c'è oltre le stelle
che sfugge a questi miei occhi neri?
Dove troverà sollievo la mente
quando i sassi rotoleranno a valle?
Come solchi d'acqua, programmando ogni cosa,
nessuno avrà il controllo.
Penseremo di andare avanti
ma saremo immobili.
Ci perderemo come fumo di fuoco spento,
arderemo di brace in silenzio.
Poi verrà il giorno.
E sarà lì che noi vivremo.
Se è quando vorremo.
che frastagliano gli orizzonti
e le nuvole che si dividono su essi?
Fin dove penetrano le radici degli alberi,
davanti a cosa si aggrovigliano
diventando segreti punti di domanda?
Cosa c'è oltre le stelle
che sfugge a questi miei occhi neri?
Dove troverà sollievo la mente
quando i sassi rotoleranno a valle?
Come solchi d'acqua, programmando ogni cosa,
nessuno avrà il controllo.
Penseremo di andare avanti
ma saremo immobili.
Ci perderemo come fumo di fuoco spento,
arderemo di brace in silenzio.
Poi verrà il giorno.
E sarà lì che noi vivremo.
Se è quando vorremo.
Mi cerco tra le pagine
scritte con il cuore
nella poesia della vita.
Sono pagine di diverse stagioni
dal freddo inverno
ad un agosto bollente.
Mi cerco scovando il buio
delle parole e la gioia
di un momento d'incanto.
Senza fretta leggerò
per trovare
uno spiraglio di felicità
nei versi impressi nella mente
nei versi intrisi di verità
senza fretta ma adesso
devo andare nel mondo
di piccole gioie di oggi.
scritte con il cuore
nella poesia della vita.
Sono pagine di diverse stagioni
dal freddo inverno
ad un agosto bollente.
Mi cerco scovando il buio
delle parole e la gioia
di un momento d'incanto.
Senza fretta leggerò
per trovare
uno spiraglio di felicità
nei versi impressi nella mente
nei versi intrisi di verità
senza fretta ma adesso
devo andare nel mondo
di piccole gioie di oggi.
E il giorno all’inganno cedendo
tra lo zenit e l’azimut senza dio
veste verità illuminate d’ombra
dimentiche di pretesti alla corda
legati agli occhi della notte in lotta.
Sono promesse a foglie d’arcobaleni
allattanti l’anima gemmata di nenia
le rime grasse cosparse d’uomo
lungo lenzuola di costellazioni morenti
violini d’altri tempi vibranti anima
cosmica pretesa d’esser viventi
libertà urlate da giudici indifesi
ad ali di cigno sotto pioggia battente
delirante cielo piagato d’incuria.
Resta calda la voce nel divenire incontro
conforta il pacato essere memoria
aborto gentile nel dolore che annoia
sconfitto tentativo deluso d’alcova
di redimere l’arte ad imbuto di storia.
tra lo zenit e l’azimut senza dio
veste verità illuminate d’ombra
dimentiche di pretesti alla corda
legati agli occhi della notte in lotta.
Sono promesse a foglie d’arcobaleni
allattanti l’anima gemmata di nenia
le rime grasse cosparse d’uomo
lungo lenzuola di costellazioni morenti
violini d’altri tempi vibranti anima
cosmica pretesa d’esser viventi
libertà urlate da giudici indifesi
ad ali di cigno sotto pioggia battente
delirante cielo piagato d’incuria.
Resta calda la voce nel divenire incontro
conforta il pacato essere memoria
aborto gentile nel dolore che annoia
sconfitto tentativo deluso d’alcova
di redimere l’arte ad imbuto di storia.
Nella mente adesso
il mondo urla non posso
l’attimo di fragore esploso nel cuore
il verso appare morente mare
in un bacio colmo di vento.
Non c’è vita senza sogno
mi sussurra in un cenno.
Soffoca l'angelo,
l'arte dall’occhio di raso
piega l'ala del tempo
sfidando il caso.
Il cuore nutre il paradiso
bagna gli occhi all'improvviso
con parole cresciute affamate
d'anima disarmata di spirito
buio soffocato di pudore.
Dimmi se questo è amore.
Invasioni di campo,
nutrito l'incanto.
Questo mondo segreto,
mio soltanto.
In punta di piedi scrigno deposto,
la mia Itaca ,il mio mostro
dal mare riflessi color bosco.
Rido, piango
tana di fragili fogli
giunchi simili a rifugi stanchi
con uno sparo al cuore.
Morto, mio Signore!
il mondo urla non posso
l’attimo di fragore esploso nel cuore
il verso appare morente mare
in un bacio colmo di vento.
Non c’è vita senza sogno
mi sussurra in un cenno.
Soffoca l'angelo,
l'arte dall’occhio di raso
piega l'ala del tempo
sfidando il caso.
Il cuore nutre il paradiso
bagna gli occhi all'improvviso
con parole cresciute affamate
d'anima disarmata di spirito
buio soffocato di pudore.
Dimmi se questo è amore.
Invasioni di campo,
nutrito l'incanto.
Questo mondo segreto,
mio soltanto.
In punta di piedi scrigno deposto,
la mia Itaca ,il mio mostro
dal mare riflessi color bosco.
Rido, piango
tana di fragili fogli
giunchi simili a rifugi stanchi
con uno sparo al cuore.
Morto, mio Signore!
un giorno Galileo costruì un cannocchiale per dimostrare a tutti quanti che era la Terra a girare attorno al Sole e non il contrario
e benché la verità divenne così per tutti di facile e veloce accesso,
chiudere gli occhi rimase decisamente più sicuro.
e benché la verità divenne così per tutti di facile e veloce accesso,
chiudere gli occhi rimase decisamente più sicuro.
E di colpo
mi rattristo...
come una partenza
dopo tanti abbracci,
tra ombre e luci e
notti insonni
mi sfiorano
echi e ricordi
di quando fuggivo le illusioni...
Ora Fuggo l'onda del mare
e migro come
le rondinelle,
come una zingara
senza arte ne parte,
elemosino
di un po di calore.
mi rattristo...
come una partenza
dopo tanti abbracci,
tra ombre e luci e
notti insonni
mi sfiorano
echi e ricordi
di quando fuggivo le illusioni...
Ora Fuggo l'onda del mare
e migro come
le rondinelle,
come una zingara
senza arte ne parte,
elemosino
di un po di calore.
Dalle lentiggini furiose il viso di bambina
sul grigio dei muri, corpo d’angelo dall’urlo di fuoco
Guarda -le disse la memoria- fioriscono le rughe
dove lacrime trattenute in questo mondo
sono stelle sulla scala della morte e tu
che insegui ancora il sole nel perduto vento .
Hai primavere distratte in ciclo disconnesso
nell’ozio d’abitudini di nostalgica sequenza
e le paure sbattono sul cuore come onde
con la pretesa d’arredare gli occhi in sogno.
Dalle ferite aperte la vita non sempre si perdona
in memoria s’adagia nel silenzio della stanza occulta
con la tenerezza del viaggiatore al finestrino
che ha smarrito la meta tra le paure dell’arrivo.
Il lettino con l’orsacchiotto e il gattino sono lì
a ricordo d’un mondo ormai bambino
e l’uomo dagli occhi bianchi gli sorride
padre dolce sollevando l’anima nel sonno
nel mentre la donna col piatto tra le mani
nutre di calma l’ultimo addio con un bacio rotto.
Chiudi gli occhi ora, sei pianto di bambina .
sul grigio dei muri, corpo d’angelo dall’urlo di fuoco
Guarda -le disse la memoria- fioriscono le rughe
dove lacrime trattenute in questo mondo
sono stelle sulla scala della morte e tu
che insegui ancora il sole nel perduto vento .
Hai primavere distratte in ciclo disconnesso
nell’ozio d’abitudini di nostalgica sequenza
e le paure sbattono sul cuore come onde
con la pretesa d’arredare gli occhi in sogno.
Dalle ferite aperte la vita non sempre si perdona
in memoria s’adagia nel silenzio della stanza occulta
con la tenerezza del viaggiatore al finestrino
che ha smarrito la meta tra le paure dell’arrivo.
Il lettino con l’orsacchiotto e il gattino sono lì
a ricordo d’un mondo ormai bambino
e l’uomo dagli occhi bianchi gli sorride
padre dolce sollevando l’anima nel sonno
nel mentre la donna col piatto tra le mani
nutre di calma l’ultimo addio con un bacio rotto.
Chiudi gli occhi ora, sei pianto di bambina .
Regole e precetti
Non saranno codificati.
La lezione ritorna,
Sempre più gelida:
China la testa,
Rispetta il bastone.
Volere è sognare,
Volere è agognare,
Volere è potere.
Ma non possiamo dimenticare,
Siamo ciò che subiamo,
Siamo ciò che ci sta uccidendo.
Non saranno codificati.
La lezione ritorna,
Sempre più gelida:
China la testa,
Rispetta il bastone.
Volere è sognare,
Volere è agognare,
Volere è potere.
Ma non possiamo dimenticare,
Siamo ciò che subiamo,
Siamo ciò che ci sta uccidendo.





