che accada qualcosa
d'insolito e fragoroso
e resto ferma a guardare il tempo
che continua a volare intorno
nella vana speranza
che un lampo squarci le nuvole
e apra una fessura
per il passaggio di nuova tempesta
Non cambiano le stagioni
agli occhi cupi
restando ancora ferma
mentre il cielo muta colore
e non riesco ad afferrare
alcun vento flebile
che mi attraversa
e non smuove mari
ma scivola addosso
rilasciando granelli di sabbia
tra i pensieri
e mi lascio coprire
senza batter ciglio
Mi avvolge pacato
quel senso di stanchezza
che assecondo silente
lasciandomi ammaliare delicatamente
dai sonnolenti sensi
nella lentezza del giorno livido
Attendo che accada qualcosa
consapevole del niente
senza agire e muovere passi
mentre tutto scorre
e resto ferma
a guardare
Rispecchia l'anima
l’aspetto esteriore
sorrido cosi non si vede
il dolore.
Una maschera
nasconde
ferite e
sofferenze.
Il sorriso
fa
sembrare forte
come una roccia.
Spuntano le lacrime
goccia dopo goccia
la sgretoleranno
frantumandola.
Lo specchio esteriore
il sorriso
anche se dentro
sto male.
arrivi all'improvviso
odiata da tutti
crei problemi
e disagi.
Ma non per tutti....
mi piace molto
camminare nella nebbia
sa di pace e
tranquillità.
Sono assorta
nei miei pensieri
mi trasmette
una sensazione
di protezione.
Uno scudo
che
nessuno mai
oltrepasserà
un muro.
La nebbia fitta
non fa arrivare
più nessuno al cuore
e all'anima
cosi saranno al sicuro.
Una trincea
guardo da lontano
gli altri ma a me
nessuno mi vede
nascosta dietro la nebbia.
per vedere meglio
oltre veli e pazienze
tra colori e ombre
stantii e meccanici
e con oculata ponderazione
ho preso decisioni
per staccare incrostate credenze
e liberare il respiro
Decidere...
un impatto rumoroso
e dubbi prepotenti sono valangati
a schiacciarmi il petto
comprimendolo di domande subdole
e l'inconscio zoppica
ma la sconfitta
non si vestirà a festa
E nel viaggiare dei giorni
nessun ostacolo
nessuna sdrucciolosità
lungo il tranquillo andare
verso l'ambito traguardo
In sordina, fastidioso
però un tarlo s'insinua
a spulciare il libero e facile percorso
Dov'è l'inganno?
Sento la realtà dei cambiamenti
ne assaporo lo spazio immenso
ascolto silente e immersa
la leggiadria dell'anima
è come acqua
che scorrere potente
oltre i margini
Ma dov'è l'intoppo?
Passi sicuri
compiendo svolte concrete
senza sfiorare il bene
dei legami stretti, no
quelli non sono neanche scalfiti
sono al sicuro
Mi sento diversa
e provo emozioni pacate
l'importanza
della concretezza
dell'essere
della realtà
dei valori
della verità
è un'impronta più marcata e stabile
che profonda irruenza
veemente e improvvisa
come raffica di vento
spazza via
tutto il futile e l'inutile
diviene scia di aria depurata
che catturo e respiro
a pieni polmoni
Qual'è il pegno?
Intanto attendo, penso
Mi sento diversa
e mi piace
i minuti
passano inesorabili
senza che me ne renda conto
il tramonto
annuncia la notte
che sta per arrivare
il sole
saluta la sua compagna la luna
che sta nascendo
ed io
sono ancora qua....
ad osservare
questo spettacolo
vorrei chiudere gli occhi
sognare
che non sia successo nulla
vorrei che tutto fosse come prima ! !
mentre la notte
passa lentamente
lasciando spazio
ad una nuova giornata
di pensieri e preoccupazioni
vorrei che la luce del giorno
mi facesse venire in testa
la soluzione migliore
per superare
questa ennesima prova
che la vita mi ha riservato
ma la testa
è ancora buia
come la notte
appena trascorsa.
che respiro
e riempie i polmoni di gioia
e muta stranamente la sfera emotiva
scuotendo consuete abitudini
pensieri statici
sentimenti sonnolenti
facendoli svoltare all'angolo
prima della routine
del solito vagare
cambiando strada
con un inusitato entusiasmo alla guida
e per compagno
gioviale stupore
E la mano incuriosita
accarezza lenta e dolce
scivolando sul viso
cogliendo e assimilando
nuove espressioni diverse
Gli occhi lucenti guardano
a fondo l'io emerso
scrutando soddisfatti
il riflesso allo specchio, limpido
e raggiunge vergini mete dell'essere
forze estranee
perfino all'immaginazione e ai sogni
Mi accorgo e gusto
il calmo scorrere di linfa d'anima
un tempo girotondo cieco
vortice fremente e frenetico
di confuse agitazioni
a poco a poco riempitosi all'orlo
fino a rompere margini e argini
stravolgendo e trasformando
il sentire e il vedere
come un'onda anomala
che spazza via tutto
e col sereno e la luce
emergono sconosciute realtà nascoste
C'è qualcosa di nuovo
smuove mondi
e cambia pelle
mi sorprende
mi affascina
è piacevole solleticare stimolante
per testa e cuore
che sfonda muraglie
è respirare nuovi orizzonti
non pesa
ma libera da catene arrugginite
Chissà...
forse...
sto crescendo
delusione
voglia di spaccare tutto.
Il cuore e cupo
non capisce il motivo
di tanta sofferenza.
Legami dell’anima che ti ascoltano
ti capiscono ti consigliano
ti toccano le corde del cuore.
Una musica inizia
a suonare festosa
senza mai lasciarti sola.
Guardarsi negli occhi
ti fa capire chi sei
come sei tu veramente.
vorresti arrenderti
buttare la spugna
ti senti sola e triste.

Via le luci,
via il presepe,
presto...presto...
Via le ghirlande,
via l'agrifoglio,
via i nastri porpora e dorati,
presto...presto..
...finalmente non c'è più nulla.
Facciamo finta che il Natale non sia mai arrivato,
facciamo finta di non aver provato
la struggente nostalgia dell'ultimo Natale passato insieme,
consapevoli che sarebbe stato proprio l'ultimo.
Facciamo finta che questa inutile e indispensabile festa degli affetti
non esista.
Tranquillità...
tornare alla normalità.
un fremito
mi attraversa il corpo
provo un senso di
dolcezza infinita
non sento più
il dolore del passato
anche se dentro di me
rimaranno custoditi
dei ricordi indimenticabili
oggi sento una piccola
ma bellissima rinascita
un brivido
un’emozione
sentire la tua voce calda
e sensuale
mi trasmette
serenità
tranquillità
un brivido lungo la schiena
mi fa intuire
che ci potrà essere attrazione....
passione....
una rinascita
con un brivido intenso.
Sono sempre le stesse cose
gli stessi gesti
gli stessi tramonti
ed io mi trascino come un verme
in questa terra di escrementi.
Sono sempre le stesse parole
le stesse vertigini
gli stessi esempi
ed io vorrei sputare l'ultimo pezzo di cuore
che ancora mi rimane
tra la lingua e i denti
l'ultimo pezzo
che ancora non si è sciolto
e sopravvive nell'acido delle vostre menzogne.
Io ci ho provato a lasciarmi integro
perdio se ci ho provato
ma questa verginità è appesa a un filo
e presto arriveranno anche i corvi
a nutrirsi del sangue infetto.
Amore ti prego, tienimi le mani
non voglio trasformarmi in licantropo
anche se già la pelle squama
e cerco lune da graffiare.
Amore almeno tu comprendimi
dammi parole di conforto
questa metamorfosi dilania
ed è trasfusione d' alienazione.
Amore almeno tu accettami
accetta il mefisto della mia coscienza
ricurvo e con la testa tra le mani
assisto inerme alla transumanza
di un'anima sincera
che ormai s'è sparpagliata
tra i petali e le spine di una rosa selvatica.
avrei da realizzare
ma ormai è troppo tardi
sia per tornare che per rimanere
e anche per volare.
Ho bruciato la terra sotto i piedi
seminando il niente sopra il niente
ingoiando veleni
scambiandoli per arcobaleni.
Ah potessi solo per un momento
affacciarmi dalla finestra dell’amore
forse dimenticherei il passato
i miei anni e tutto quello che ho sbagliato
nutrendomi del peccato.
E invece sono qui a rivangare
vomitando viscere e cuore
non sentendo più
nemmeno il profumo del dolore.
Rimango qui ad ammirare
dentro un pozzo d’acqua cristallina
la mia anima violentata dalla nostalgia
e da un sogno ricorrente
alienato d’apatia.
giro e rigiro, sbuffando
il foglio ansioso
che aspetta di vestirsi
di parole nuove o ciancicate
ma scribacchio qua e là
facendo scivolare la penna
alla rinfusa, danzando tra i quadretti
e nasce pian piano
un groviglio di graffiti, linee e forme
senza contorni definiti
Confusione
rumore
silenzio
tanto da pensare
niente da dire
nodi di parole frastagliate
di domande bizzarre, serie
sciocche
e risposte a gogò
annacquate di se e ma
tutte giuste
tutte sbagliate
Lascio sfogare, inerme
le emozioni e i pensieri
in apparente calma
e gridano
cantano
piangono
corrono
cadono
ridono
sbattono ovunque
non hanno limiti nè confini
Guardo il foglio ormai pieno
il domani sarà diverso
e la penna cade esausta
sul foglio intriso
dallo scarabocchio ben disegnato
fino in fondo
nelle mie possibilità
per non cadere illusa
c'è speranza che illumina
ma fioca
per non bruciare poi
nella delusione che corrode
Provo a muovere un passo
resta sospeso e barcolla nella certezza
intinta un pò nel dubbio
e il momento che arriverà
zigzaga tra il possibile
e l'impossibile
E capita
che non si concretizza un pensiero
la momentanea amarezza
lascia spazio alla rassegnazione
consapevole del probabile insuccesso
l'umore velato di tristezza
plana per poco
ma non sprofonda sottoterra
l'esperienza muta e cresce
si trasforma in incentivo
che esorta a continuare
muovo un altro passo
per avanzare
E capita
che si concretizza un desiderio
l'emozione esplode e pervade immensa
regala soddisfazione e convinzione
all'anima
alla mente
all'ego
sensazioni indescrivibili
di essere e potere
c'è coscienza piena
delle propria capacità
Nel forziere della vita
la ricchezza è esperienza maestra
accumulata nelle conquiste
di trofei o medaglie di cartone
si custodisce e saggiamente si spende
senza perdere di vista
per troppo tempo
l'immancabile realtà
fatta di buona e cattiva sorte
e coi piedi a terra
si cammina
senza inciampare nell'apparenza





