L'Io ne morì
in quel tempo smarrito
dove il sentire, divenne eco
e il temerario vento, sberla
che la musica lieta allontanò
lasciando afflitta la buona stagione.
L'Io ne morì
mentre mi sfiorava le dita
e strappandomi dal collo la croce
voltò lo sguardo lontano
dove non v'era, nessun faro in vista
lungo il cammino.
L'Io ne morì
una sera d'estate
tra le sinfoniche parole
e le stelle, spettatrici brillanti
a fare da eco alla croce e alle risate
mentre vestivo di nero il cuore.
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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Commenti  

nabrunindu
+1 # nabrunindu 19-09-2015 12:38
molto bella!
paolo di cristofaro
+1 # paolo di cristofaro 20-09-2015 12:12
si versi belli nella loro tristezza
Eleonora
+1 # Eleonora 21-09-2015 20:32
Belle e melodiose parole, in questi versi. Grazie.

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