Siamo tutti lontani cugini
e non lo dico così per dire.
Abbiamo tutti una antica madre in comune
che non è la madre terra,
ma è una donna, una unica donna,
piccola e nera e del tutto analfabeta.
Dal suo ventre abbiamo origine tutti,
dico proprio tutti noi,
bianchi o neri, gialli o marroni,
con gli occhi tondi o a mandorla,
che oggi viviamo su questo pianeta.
sperduto nel nero vuoto infinito.
Con grande fantasia l’hanno chiamata Eva.
Viveva, circa 200000 anni fa,
nelle vaste savane africane,
circondata dagli uomini e donne della suo gruppo.
Ma solo da lei, attraverso la successione
delle sue figlie e delle figlie delle sue figlie,
e così via per millenni, sono arrivati sino ad oggi,
per via di successione materna,
i suoi mitocondri femminili,
che si ritrovano nelle cellule di tutti
gli odierni abitanti della Terra,
di qualunque colore, etnia o religione.
Di tutte le altre donne del mondo,
che vivevano contemporaneamente a lei,
non v’è più traccia, quei rami genealogici
si sono inariditi, così come accade spesso
nei piccoli paesi di montagna,
dove all’improvviso sopravvive un solo cognome.
Ma allora, se questa teoria
della Eva mitocondriale
non troverà futura smentita,
che senso logico ha il razzismo,
il pensarsi diversi per elezione
o volontà divina?
Siamo diversi, ma solo perché
abbiamo imboccato sentieri differenti.
Partendo dalle distese africane,
qualcuno è andato a nordest, altri a nordovest.
Hanno trovato climi e condizioni ambientali diverse
e si sono attagliati a quelle diversità,
creando linguaggi e culture eterogenee.
Ma dentro, nel nostro intimo,
nelle nostre cellule, nel nostro essere uomini,
siamo uguali, tutti Homo sapiens, d'origine africana,
figli della nostra comune, antica madre, Eva.

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e condivido. Grandi valori e sentimenti profondi
si notano in questi versi.
Un plauso, al nostro poeta!