Sembrano scheletri bianchi
i boschi nudi di Ficarola,
in basso a ponente.
Sulle poche radure si stagliano
quasi come fantasmi
trasfigurati nell’elegia del letargo
e nella clausura dei gesti impossibili.
Il silenzio è solenne,
non si ode alcun verso
di bestie o di uccelli.
Solo un lontano mormorio d’acqua
soffocato nel ghiaccio dei ruscelli.
La neve assorbe ogni sussurro,
anche un colpo di vento
affonda nel bianco.
Gli abeti, carichi all’inverosimile,
si sono arresi piegando i rami
sotto il peso della neve fino in basso.
Alcuni alberi di ulivi,
spinti dal loro fogliame orgoglioso,
hanno opposto resistenza
facendosi spaccare le ossa senza pietà.
Gli alberi spogli, invece,
dormono pacifici.
E il cielo di ceramica
chiama altra neve.
E con la neve cala dal cielo
una coperta di seta bianca.
i boschi nudi di Ficarola,
in basso a ponente.
Sulle poche radure si stagliano
quasi come fantasmi
trasfigurati nell’elegia del letargo
e nella clausura dei gesti impossibili.
Il silenzio è solenne,
non si ode alcun verso
di bestie o di uccelli.
Solo un lontano mormorio d’acqua
soffocato nel ghiaccio dei ruscelli.
La neve assorbe ogni sussurro,
anche un colpo di vento
affonda nel bianco.
Gli abeti, carichi all’inverosimile,
si sono arresi piegando i rami
sotto il peso della neve fino in basso.
Alcuni alberi di ulivi,
spinti dal loro fogliame orgoglioso,
hanno opposto resistenza
facendosi spaccare le ossa senza pietà.
Gli alberi spogli, invece,
dormono pacifici.
E il cielo di ceramica
chiama altra neve.
E con la neve cala dal cielo
una coperta di seta bianca.
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