Nelle belle sere d’estate
apro la finestra e appoggio i gomiti sul davanzale.
 
Dipanare di passi lenti
nelle vie ancora tiepide
e chiacchierate briose
tra i passanti.
 
Dirimpetto,
oltre i tetti,
si apre il vasto cielo puro,
rosso al tramonto.
 
E il sole morente
diffonde sul pavimento lunghe strie sottili
che si rompono contro gli spigoli dei mobili,
tremolando appena sul soffitto.
 
Mentre una luce soffusa
si riverbera nell’atmosfera
fino alle falde basse del camino,
vellutandone la lamiera fuligginosa
e rivestendo d’un colore azzurrino
le ceneri fredde dell’ultimo inverno.
 
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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Commenti  

amilcare stunf
+2 # amilcare stunf 17-04-2014 23:13
Mi sembra ci sia qualche incongruenza nella costruzione logica della poesia. So che parlare di logica in questi casi ha poco senso, data l'illogicità spesso intrinseca che il poetare comporta, però penso che spesso un concatenarsi d'eventi lineari come i primi versi lasciano intendere debba poi svilupparsi sulla medesima falsariga. Ebbene lo scritto parte con la descrizione d'una realtà esterna (appoggio i gomiti sul davanzale e mi godo la scena) rispetto al poeta osservatore molto colloquiale e spontanea che poi improvvisa si contorce all'interno come se il poeta fosse sparito o avesse gli occhi dietro la nuca per descrivere lo spettacolo....Il sole morente a "strisce" per così dire benchè suggestivo si va ad impelagare in un improbabile gioco di chiaroscuri con le geometrie mobiliari ed ha tutto il tempo di finire tremolante sul soffitto donde poi una luce (meno male soffusa) si riverbera nell'atmosfera....mi sembra tutto un po' troppo complicato. Bellissimo invece il concludersi di queste peripezie fotoniche sulla lamiera fuligginosa delle falde basse del camino donde scaturisce un meraviglioso riflesso azzurrino che permea l'oggetto che alcuni mesi prima era la "microestate" che combatteva contro l'inverno. Negli ultimi versi c'è una squisita sintesi di materia e sentori personificati della medesima (ceneri fredde azzurrine) che ha un notevole valore sia in termini di originalità che di acume lirico.

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