L'odio viscerale
che mi stringe in un morso letale
e congela la mia anima
per l'eternità.
L'odio
sentimento antico, universale mi corrode inesorabilmente, l'odio ,
un veleno che mi ucciderà.
Ti guardo nel tuo essere arrogante
e parte un fulmine
uccidendo il buio
il mio sangue che ribolle
per il tuo pavoneggiare...petulante.
L'odio che racchiude come in una conchiglia
la parola antipatia
e la butta via...troppo povera di significato.
L'odio verso il tuo essere
un essere senza luce
ripugnante
la mia pelle che ti avverte da lontano
e sento scosse disumane .
Il tuo nome
come un eco
che risuona...campana di morte
in un labirinto
dove la preda sei tu.
Ed io nel mio odio
per sempre sentirò il tuo odore
che nei secoli persisterà
quell'odio che non muore
ti perseguirà...per poi ritrovarti quando non ci sarai
e non darti mai pace per raccontarmi agonizzante
di come era il tuo
inferno, l'inferno descritto da Dante.

Commenti
effettivamente bastava la sola citazione "inferno", senza specificare "dantesco"...ma ognuno è libero di scrivere ciò che sente nei modi che preferisce.