Attraverso due mancate nevicate

le sono stato vicino, tutto qui.

Troppo vicino, come lui che per andare

al lavoro ogni santo giorno passava di lì…

Quasi non contino le volte che ho

stondato le spine, e ho tolto e poi

rimesso il cuore dentro la stagnola.

Con l’anima sul vetro fino

a tardi, e i pugni chiusi vuoti

come la carta di gelato lasciata nell’aiola.

Un passatempo… come il negozio

che mi noleggia i films di cassetta;

allo stesso modo che per il ragazzo della

pizza, che arriva calda e che va di fretta.

Raccogliere immondizia e portarmela

a casa non è ciò che sogno… ma non

mi sento carne, o pesce tutto a un tratto.

Attraverso un mancato amore vorrei

innamorarmi ancora, e non avere solo

il padrone di casa con l’avviso di sfratto.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Commenti  

cordaccia
+1 # cordaccia 10-03-2018 17:57
La solitudine vissuta con un barlume di speranza; e passa e spassa sotto a stu balcone (anche se per una diversa ragione).
Belle le immagini dei pugni vuoti,della cartaccia vuota e questa sensazione di gelo che avvolge certi frangenti.
Bella poesia.

Ciao :)
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 12-03-2018 19:54
Ne carne ne pesce...una confusione che fa molto pensare, sei molto bravo ciao.

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