Il vallone di Santa Maria
si è inaridito da un po’ di giorni
e vedo biancheggiare
il letto sassoso
in un luccichio accecante.
 
Un ballatoio scarnamente rialzato
mi nasconde la brughiera
che, arida e dorata,
s’ allunga attorno al paese.
 
Dall’alto osservo
la cresta dei colli dauni,
uguali, senza asperità,
pieni di campi seminati a frumento,
intervallati, a tratti,
da forre cosparse d’ulivi.
 
Nell’immobile elegia
di giorni quieti
e inconsapevoli,
con i gomiti poggiati sul davanzale,
seguo, con lo sguardo assorto,
il corso vuoto del torrente
perdersi in una valletta
piena di ciclamini
e cardi polverosi.
 
E indovino la mia immagine
nel riflesso di un bicchiere,
nella chioma degli alberi,
nei fiori che spuntano lievi
dalla terra verde,
nel vento che trema,
agitando appena le fronde del glicine.
 

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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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