Tutto nella città ormai tace

e solo qualche luce flebile

taglia la bruma, assottiglia

e cela dell’oscurità gli spettri.

Incalzati dal mugghiare del

vento calcano le strade gelide

due sagome strette

nei propri zucchetti.

Lasse nell’incedere e tra loro

distanti meno di un palmo,

sentono le caviglie dentro ai

calzari braccate come da cani

nell’ombra, e boffonchiano una

melodia celata dietro un salmo.

Il lampione di fronte al Vescovado

mostra le svastiche sulle mani

e quel concetto di ariano, svela gli

spettri: i soldati di Odino di ritorno

da una sortita e tra le mani di uno

dei due prelati un rosario di loppa.

L’aurora inevitabilmente cancellerà

le tenebre e le sue larve, e farà giorno 

ma ora la notte rende loro gli zucchetti

tediosi alla stregua di una kippah.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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