C'era il capomastro con il vigile
e un signore con la cravatta rossa
e un loden verde vicino a ++++++
per terra morto.
Era disteso a braccia aperte
con la faccia verso l'alto
come un cristo sulla croce.
Dagli ampi gesti che faceva
il capomastro con le mani
pareva che ++++++
fosse piovuto giù dal cielo
e non dal quinto piano
della palazzina in costruzione.
Mezz'ora dopo un'auto nera
se l'è preso e a passo d'uomo
lo ha portato all'obitorio.
Poi, siccome era mattina
il capomastro con il vigile
e il signore incravattato
hanno fatto colazione
al bar tabacchi lì vicino:
tre cappuccini con la schiuma
tre brioches e un saluto
con un arrivederci in tribunale.
Io di quel giorno mi ricordo
il freddo cane e il cielo
incredibilmente azzurro e terso
con una fastidiosa lampadina dentro.
E il cantiere chiuso e sigillato
che con la brina e il sole
mi pareva un cimitero illuminato.
e un signore con la cravatta rossa
e un loden verde vicino a ++++++
per terra morto.
Era disteso a braccia aperte
con la faccia verso l'alto
come un cristo sulla croce.
Dagli ampi gesti che faceva
il capomastro con le mani
pareva che ++++++
fosse piovuto giù dal cielo
e non dal quinto piano
della palazzina in costruzione.
Mezz'ora dopo un'auto nera
se l'è preso e a passo d'uomo
lo ha portato all'obitorio.
Poi, siccome era mattina
il capomastro con il vigile
e il signore incravattato
hanno fatto colazione
al bar tabacchi lì vicino:
tre cappuccini con la schiuma
tre brioches e un saluto
con un arrivederci in tribunale.
Io di quel giorno mi ricordo
il freddo cane e il cielo
incredibilmente azzurro e terso
con una fastidiosa lampadina dentro.
E il cantiere chiuso e sigillato
che con la brina e il sole
mi pareva un cimitero illuminato.
2 commenti
Ti sento.
Ti vedo.
So dove tu sei in ogni istante della tua misera vita.
Ti vedo con gli occhi dei demoni
sull'acque dai legni di vela,
chiuso nei tini colmi del mar.
Ascolto le tue tempeste,
di te mi giunge il fetido alito di carogna.
T'osservo volare su ali sciolte
mentre la tua rabbia consuma finte piume.
T'osservo nei tramonti delle storie,
nelle lagune degli avi
nelle virtuosità del male.
Uomo inetto
che del putrido sei signore.
Mille e mille fiammelle ti trafiggeranno.
Seguirò il tuo respiro sino ai roghi dell'aldilà
godrò del bruciare tuo sul fuoco della perdizione.
Brinderò.
Oh sì brinderò quando morrai
e spargerò le tue ceneri sugli oceani
che esse tornino a casa,
fra gli abissi perduti.
Sarò vento e uragano che il nome tuo cancellerà dal ricordo.
Oh infausto Uomo.
Ti vedo.
So dove tu sei in ogni istante della tua misera vita.
Ti vedo con gli occhi dei demoni
sull'acque dai legni di vela,
chiuso nei tini colmi del mar.
Ascolto le tue tempeste,
di te mi giunge il fetido alito di carogna.
T'osservo volare su ali sciolte
mentre la tua rabbia consuma finte piume.
T'osservo nei tramonti delle storie,
nelle lagune degli avi
nelle virtuosità del male.
Uomo inetto
che del putrido sei signore.
Mille e mille fiammelle ti trafiggeranno.
Seguirò il tuo respiro sino ai roghi dell'aldilà
godrò del bruciare tuo sul fuoco della perdizione.
Brinderò.
Oh sì brinderò quando morrai
e spargerò le tue ceneri sugli oceani
che esse tornino a casa,
fra gli abissi perduti.
Sarò vento e uragano che il nome tuo cancellerà dal ricordo.
Oh infausto Uomo.
Ho costruito dei muri
intorno al mio debole cuore.
Ho abbassato gli occhi
e ancorato saldamente i piedi a terra.
Ho visto la confusione tra sogno e realtà
e udito spari e dolore
nascosti dietro al fumo.
Ho sbriciolato le emozioni
serrando nel cassetto le angosce
per non impallidire.
Ho allontanando le buone parole
con forti pugni sulla carne
aspettando che sia qualcun altro
a raccogliere i frammenti
di questa buia vita
dove l'uomo ha smarrito la via.
intorno al mio debole cuore.
Ho abbassato gli occhi
e ancorato saldamente i piedi a terra.
Ho visto la confusione tra sogno e realtà
e udito spari e dolore
nascosti dietro al fumo.
Ho sbriciolato le emozioni
serrando nel cassetto le angosce
per non impallidire.
Ho allontanando le buone parole
con forti pugni sulla carne
aspettando che sia qualcun altro
a raccogliere i frammenti
di questa buia vita
dove l'uomo ha smarrito la via.
Appena conosciuti
ce semo subito piaciuti.
Dicesti : stamo un po’ da soli,
nun aspettai che er grasso coli.
‘Nfrattati dentro a ‘na pineta
chiedesti di mostratte l’arma segreta.
Eri esigente, vogliosa, sembravi Belzebù
me costringevi a datte sempre più.
Che me fregava, chi m’o faceva fare,
nun te dovevo portare sull’altare.
‘N omo nun pò fa finta, in certe condizioni
de nun sapè fa fronte a certe situazioni.
Poi finì, s’annammo e er giorno dopo
nun te pensai giacché avea raggiunto ‘o scopo.
Mò tu me guardi co l’occhi de veleno
manco si te fossi perso er treno.
Sempre concesso che er treno da felicità
passi attraverso quella pineta la.
Ce l’hai co’ me, me tratti come ‘n mostro
eppur credevo l’avessimo ognun…pe conto nostro !
ce semo subito piaciuti.
Dicesti : stamo un po’ da soli,
nun aspettai che er grasso coli.
‘Nfrattati dentro a ‘na pineta
chiedesti di mostratte l’arma segreta.
Eri esigente, vogliosa, sembravi Belzebù
me costringevi a datte sempre più.
Che me fregava, chi m’o faceva fare,
nun te dovevo portare sull’altare.
‘N omo nun pò fa finta, in certe condizioni
de nun sapè fa fronte a certe situazioni.
Poi finì, s’annammo e er giorno dopo
nun te pensai giacché avea raggiunto ‘o scopo.
Mò tu me guardi co l’occhi de veleno
manco si te fossi perso er treno.
Sempre concesso che er treno da felicità
passi attraverso quella pineta la.
Ce l’hai co’ me, me tratti come ‘n mostro
eppur credevo l’avessimo ognun…pe conto nostro !
Nessuna pietà
Per chi ha ferito
Nessuna clemenza
Sotto il profilo di occhi solo ombre.
Orde di uomini senza diritti
S'arrogano il loro
Su di noi.
Donne stanche di camminare
Senza rispetto
Fantocci da possedere e buttare.
La nostra vita non vale di me
È molto di più.
Per infantili paure
Veniamo strappate e violate
Come candida neve da sciogliere.
Per chi ha ferito
Nessuna clemenza
Sotto il profilo di occhi solo ombre.
Orde di uomini senza diritti
S'arrogano il loro
Su di noi.
Donne stanche di camminare
Senza rispetto
Fantocci da possedere e buttare.
La nostra vita non vale di me
È molto di più.
Per infantili paure
Veniamo strappate e violate
Come candida neve da sciogliere.
Mi chiedo
come sia veramente il cielo.
come sia veramente il cielo.
Come si vedrebbe oggi
dopo quello che è successo sotto.
Di pace si parla,
ma non si sente.
_Vedete,
dobbiamo perdonarci ogni cosa
ma l'amore è tutto per terra!
L'uomo ridicolo
è deriso,
la sua parola è morta
dentro un corteo perso
_Vedete,
dobbiamo perdonarci ogni cosa
ma l'amore è tutto per terra!
L'uomo ridicolo
è deriso,
la sua parola è morta
dentro un corteo perso
nel gran disonore
delle macerie del disastro
tra feroci desideri,
osceni!
E ci abbagliano le immagini
quaggiù.
Qui ci sfuggono le idee
e anche le ombre.
Niente baci,
niente lotte,
tutto tace a perdifiato:
-affretta il passo e vai
-senza orizzonte… vai!
I fanciulli -attenderanno-
come storpi senza gambe,
il presente lontano,
senza cedere...
su altalene fatte di cenere.


Bassi filari
Verdi e stretti
S'allungano e
Moltiplicano
Nella pianura
Riarsa d'agosto.
Ai margini...
Una rosa.
Ed è proprio lì
Che una farfalla
Come neve
Si posa.
Sconfinate distese
Dove l'occhio
Si perde.
E due visi colorati
Naufraghi...
In quel mare
Di verde.
Verso l'infinito
muovo stanchi passi di vita
che voglio finisca,
che voglio finisca,
- mai l'ho amata -
nemmeno mi sfiora
il pensiero del dove mirava
Dio o Hallah di preciso.
Completamente accecato
dall'odio o dal niente,
per quel bene che non sento
- nel male mi beo, mi trovo importante -
accetto che 'l fratellino possa
esser mischiato ai suoi infedeli
che io ... sono pronto a colpire,
- come parte di un gioco fosse -
chissà se chi paga
lo sia altrettanto
... pronto a morire?
- o bianca gli si farà la barba -
Dio o Hallah l'ha donata
eppur non mi fa strano
che per me abbia previsto
un così ... troppo breve tragitto!
Sordo,
piccolo ritaglio di mondo,
piccolo ritaglio di mondo,
ingorgo di luci, spesso senza senza cuore.
Strana fiera vivente
di passanti stanchi,
sfuggenti,
come fossero strani migranti,
distanti.
Nei quartieri soli, si ritrovano
assottigliati, rarefatti,
come fossero strani migranti,
distanti.
Nei quartieri soli, si ritrovano
assottigliati, rarefatti,
quasi estinti.
Dentro fiumi lunari, vagano
senza trovare;
senza trovare;
senza semi da trapiantare.
La Pioggia amniotica piove,
piove sulla testa,
piove sulle spalle,
scivola sull’arcano
che vorrebbe volentieri ritornare
un ultimo volo d'amore, spiccare.
Ricordo di Me...
Ero, davvero!
Poi mi sono perso
dentro un selfie veloce e prodigioso.
Meglio,
Meglio il panico che nutre l’attesa!
L’Apocalisse?
Cosa?
Forse il mare perirà
le stelle non avranno più prati da guardare;
annegheranno anche i pesci
nell’onda minimale del disgusto.
Meglio ancora un'altro selfie,
un soffio,
come un solo attimo senza capirsi
cioè…
–Sparirsi-
E’ meglio!
Meglio un’ombra dal vento flebile
che un incontro dal vento fatale;
meglio il panico d'attesa,
l'Apocalise
e svenire.
meglio il panico d'attesa,
l'Apocalise
e svenire.
Il mare si sposterà su Marte
le stelle non sapranno
più cadere
e non c’è ancora un Santo.
Dicono, (le voci al vertice),
che si stia tirando a sorte
per chi scriverà il romanzo.

Oggi a Milano piove.
Piove sulla madonnina d'oro
piove sulla piazza piove
sul signore con l'ombrello
che l'attraversa piano piano
fischiettando una canzone
come se ci fosse il sole.
Perché lui, Nadir l'egiziano
milanese e milanista
quando piove vende ombrelli
impermeabili e cappelli
appena fuori dal metrò
in piazza duomo di Milano.
Piove sulla madonnina d'oro
piove sulla piazza piove
sul signore con l'ombrello
che l'attraversa piano piano
fischiettando una canzone
come se ci fosse il sole.
Perché lui, Nadir l'egiziano
milanese e milanista
quando piove vende ombrelli
impermeabili e cappelli
appena fuori dal metrò
in piazza duomo di Milano.
Crani d’argilla,
come indomiti scrigni
mostrano
mostrano
desideri buffi,
tiri mancini,
tiri mancini,
minuscoli segnali.
Crociate fiammeggianti
profetizzano un- io sono-
tra le quinte del tempo
cancellando a noi il ricordo.
Passano,
affrettati o lenti;
vanno e vengono
tra fanatismi neri
e foschi.
e foschi.
Come attori smaliziati
d’ìmprovvisi addii,
si baciano impazziti
davanti ai nostri morti.
Gente,
senza un salice piangente,
Gente,
senza un salice piangente,
e io piango nel deserto, le menzogne.


Quell’alone cupo
e funesto
che cova in un tempo
imperfetto
colmo di falsi ideali
tra crepe che stridono
come simulacro
a riportare indietro nei millenni
di un tempo remoto
castighi e supplizi divini
scevro di evoluzione
adagiato nell’odio per il diverso
inculcante agli adepti
un credo sbagliato e menzognero.
Un mondo che scorre
in una clessidra stagnante
di un buio che oscilla
in un cerchio di segreto frastuono
inviando al precipizio
vite messe a bersaglio e falciate
come pietrame triturato
dove il sangue zampilla copioso
a decretare
una morte di sillabe mute.
Anime ascendono al cielo
innocenti sacrifici immolati
in nome di un dio che non è Dio,
nella sua immensa bontà deplora
codesti gesti d'orrore disumano
Non fermò Egli la mano di Abramo
nel sacrificare il figlio Isacco ?
Sull'altare sacrificale andranno coloro
intrisi di innocente sangue innocente
nel tempo in cui il giudizio verrà
avran si da temere Allah …
L'ira sua sarà peggio di un fuoco ardente
sarà più doloroso di un marchio
di ferro rovente sulla carne viva
di una deflagrazione in una città
Svanirà dai cuori l'arroganza
di essere giusti, veri adoratori di Dio,
che precoce morte han dato
a uomini, donne e bambini …
Non abbassiamo il capo alla paura
continiamo a vivere nella fede,
solo il Signore giudicherà
ad Armaghedon la battaglia finale ….
Daniele 2:44 “E ai giorni di quei re, l'Iddio del cielo
stabilirà un regno che non sarà mai
ridotto in rovina. E il regno stesso
non passerà ad alcun altro popolo
Esso stesso stritolerà tutti ques
e porrà loro fine ed esso
Sussisterà a tempi indefiniti “
Immagini sovrapposte, cambiano i luoghi
il lungomare, la rambla, il centro storico
non l’orrore abbinato al non sense
colpire a caso, la coppia che s’ama
la bimba e la sua bambola rosa, qualcosa
resterà negli occhi, sarà la via di fuga
la corsa a perdifiato verso la vita
il turbinio dell’odio per le strade di città
e quell’unico dio che, se esiste, assiste
muto e sordo all’accaduto. Preghiere miste
sull’asfalto insanguinato, dicono che è viltà
uccidere in nome di una promessa, la gita
verso la morte non era programmata, la saga
dei terroristi è appena iniziata, non rosa
sbocciata, ma stelo al gelo, che non c’è fiamma
che può scaldare, cuore di pietra, dance
funebre al tempo del freddo artico
per noi che non vogliamo più ascoltare monologhi.








