Le pene voglio dir di quel dannato
che si macchiò del vizio capitale
ch’all’Inferno Dante ha sprofondato
più due in Purgatorio a minor male.
Quel di lussuria vizio fu punito
nella furia di un vento inaudito.
Bocconi giù nel fango puzzolente
pagarono i golosi ed altra gente.
Scontrandosi coi prodighi, gli avari
spingon macigni su rotte circolari.
Sulla Stigia palude fra gli irosi
ci si morde e si picchia furiosi.
Della palude immerso è sotto il fango
chi dell’accidia in terra vantò rango.
Addossati l’un l’altro in uno sterro.
cuciti gli occhi con il fil di ferro,
chi si beò d’invidia al Purgatorio
è lì che ne troviamo un repertorio,
Curvo sotto il peso di gran massi
in egual luogosconta la sua pena
stanco nel volto ed a lenti passi
chi di superbia ebbe vita piena.
Leggendo tutto ciò, vi dico amici
 cerchiamo di campar retti e felici.

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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Commenti  

Rocco Michele LETTINI
+2 # Rocco Michele LETTINI 26-05-2016 15:47
HAI SOTTOLINEATO IN ESPRESSIVI VERSI I SETTE VIZI, O MEGLIO PECCANTI CHE INQUINANO IN MONDO ESASPERANDOLO....
OGNUNO COPIA... OGNUNO VUOLE... OGNUNO SI PERMETTE... QUELLO CHE NON PUO' PERMETTERSI... INDEBITANDOSSI E... ROVINANDOSI...
*****
Sir Morris*
+1 # Sir Morris* 26-05-2016 21:32
La saggezza fatta inchiostro e pergamena.. per poter essere divulgata in uno stile unico e universale! Grazie, Ugo! ;-)
Cosetta Taverniti
+3 # Cosetta Taverniti 26-05-2016 22:29
Complimenti, bella!
nicoletta
+2 # nicoletta 27-05-2016 10:52
Splendida elaborazione di un grande letterato, che ahimè non leggo dal perido scolastico e che mi propongo di rileggere.
Immensa bravura nel rimare e nel proporre i concetti con il tuo profondo sentire.
Grazie sempre caro Ugo
Arcangelo Galante
+1 # Arcangelo Galante 27-05-2016 15:44
Una lirica molto bella ed intensa, impregnata di un significato spirituale molto elevato. L'autore, con abile maestria, ha inteso voler richiamare il lettore sui sette vizi capitali, presente nella Divina Commedia del sommo Alighieri. Dante li colloca, per l'appunto, nell'alto Inferno e gli stessi vengono "purgati" nelle sette cornici del Purgatorio. La lussuria, la superbia e la cupidigia sono anche raffigurati nel canto I dell'Inferno, in forma animale: la lonza, il leone e quella lupa che il Maestro incontra proprio nella selva oscura, all'inizio del suo viaggio, un viaggio che rappresentava la metafora di quel tragitto che ogni essere umano può e deve compiere per uscire dalla "selva oscura" del peccato, per conquistare la salvezza dell'anima. Un testo ricco di molti spunti di riflessione, scritto con un messaggio didascalico ed arguto.
Hera
+1 # Hera 27-05-2016 17:25
Sono perfettamente d'accordo con te caro Ugo! bellissimo componimento........ .....complimenti!
Vera Lezzi
+2 # Vera Lezzi 28-05-2016 15:11
Caro Ugo, che Dante sia un grande, non occorre certo che lo dica io, di fronte a Lui semplicemente nullità.
Ti ammiro perciò sinceramente per averlo voluto imitare...alla maniera napoletana, visto che da quelle parti di genio, magari semplice ma autentico ce n'é! Io sinceramente nell'inferno non credo e, pure disprezzando ovviamente il male...odio però anche l'odio per chi lo commetta, anche gravemente...Preferi sco altro come comportamento nei loro riguardi.
Per tutti questi motivi considerati assieme, di TE ho apprezzato tantissimo i due deliziosi versi finali!!!
Silvana Montarello
+1 # Silvana Montarello 30-05-2016 08:24
Caro Ugo, scusa se mi permetto di chiamarti cosi, sei un grande maestro per me, ti leggo sempre e più volte, nella speranza di imparare qualcosa, ma non succede mai sono troppo indietro....scherzo sai, ma resta il fatto che sei un grande maestro, grazie.

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