Faceva caldo quella notte,
erano le due e qualcosa,
fuori c’erano 8 gradi,
era Sant’Andrea,
lo era per il 30 sul cellulare,
mi alzai già 3 volte per pisciare.
Una sensazione mai provata quella notte senza sonno,
senza sonno,
senza spiegazioni e senza tragedie.
Soltanto una gola secca.
Leggo Mishyma dal libro di un mio amico,
Sole e Acciaio,
leggo Icaro alla fine del testo
e mi sorprende il suo Sole, le sue domande,
il suo schianto d’acciaio.
Il suo Seppuku del 68’,
fu un po’ mio quella notte.
Vado a pisciare,
non ho stimolo di farlo,
ma quando vado qualcosa esce,
si piscia sempre.
È una notte flaccida e lentamente in disordine,
che fa un male trasversale,
perché non sento dolore
né vedo la mano che stringe il pugnale,
non vedo ferita e non ho medicina,
è una notte strana.
Ho dentro un nuovo demone mai provato,
un demone scaltro e imprevisto,
un piccolo furfante dei miei inferni più introversi,
un sottoposto dei miei soliti satana infiammati,
che mi fa grattare la gola,
che mi allontana da ogni verso profondo,
che mi fa alzare e pisciare,
e mi spinge a pensare che tutto ciò sia qualcosa di fisico;
indigestione? Sentori di influenza? Disidratazione per troppe pisciate? Altro?
Un medico direbbe di si. Io e lui sappiamo che non è così.
Di certo questo è un suo trucco per confondermi
colpendo di nullità il mio schema d’esistenza,
facendomi scrivere parole prive di fiamme, di rabbia e d’amore,
allontanandomi dai sogni pregiati e i problemi del mondo.
È un demone minore, questo della siccità, un demone tiepido,
non brucia e non gela,
ed è questo il motivo per cui gettarlo in questa pagina
risulta impossibile,
per lui non esistono sbarre d’inchiostro.
Sarò io questa volta a dormire in una cella arida,
in un letto desertico, con 6 gradi all’esterno,
in una poesia secca, scritta in posizione scomoda,
senza il minimo appagamento.
Forse all’indomani sparirà col sole,
forse per sempre,
ma questa notte ha vinto lui,
tra tremori, brividi di freddo, prurito in gola, un’ansia calma
e farfalle dentro...
La Mia Poesia,
l’esorcismo supremo,
è fallita,
evaporata col sonno
in una notte secca...
erano le due e qualcosa,
fuori c’erano 8 gradi,
era Sant’Andrea,
lo era per il 30 sul cellulare,
mi alzai già 3 volte per pisciare.
Una sensazione mai provata quella notte senza sonno,
senza sonno,
senza spiegazioni e senza tragedie.
Soltanto una gola secca.
Leggo Mishyma dal libro di un mio amico,
Sole e Acciaio,
leggo Icaro alla fine del testo
e mi sorprende il suo Sole, le sue domande,
il suo schianto d’acciaio.
Il suo Seppuku del 68’,
fu un po’ mio quella notte.
Vado a pisciare,
non ho stimolo di farlo,
ma quando vado qualcosa esce,
si piscia sempre.
È una notte flaccida e lentamente in disordine,
che fa un male trasversale,
perché non sento dolore
né vedo la mano che stringe il pugnale,
non vedo ferita e non ho medicina,
è una notte strana.
Ho dentro un nuovo demone mai provato,
un demone scaltro e imprevisto,
un piccolo furfante dei miei inferni più introversi,
un sottoposto dei miei soliti satana infiammati,
che mi fa grattare la gola,
che mi allontana da ogni verso profondo,
che mi fa alzare e pisciare,
e mi spinge a pensare che tutto ciò sia qualcosa di fisico;
indigestione? Sentori di influenza? Disidratazione per troppe pisciate? Altro?
Un medico direbbe di si. Io e lui sappiamo che non è così.
Di certo questo è un suo trucco per confondermi
colpendo di nullità il mio schema d’esistenza,
facendomi scrivere parole prive di fiamme, di rabbia e d’amore,
allontanandomi dai sogni pregiati e i problemi del mondo.
È un demone minore, questo della siccità, un demone tiepido,
non brucia e non gela,
ed è questo il motivo per cui gettarlo in questa pagina
risulta impossibile,
per lui non esistono sbarre d’inchiostro.
Sarò io questa volta a dormire in una cella arida,
in un letto desertico, con 6 gradi all’esterno,
in una poesia secca, scritta in posizione scomoda,
senza il minimo appagamento.
Forse all’indomani sparirà col sole,
forse per sempre,
ma questa notte ha vinto lui,
tra tremori, brividi di freddo, prurito in gola, un’ansia calma
e farfalle dentro...
La Mia Poesia,
l’esorcismo supremo,
è fallita,
evaporata col sonno
in una notte secca...

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