Prono sul pavimento ,
tra le macerie in decadimento.
Aghi nelle vene come drappelli, 
cio' che resta e' cio' che basta ,
raggio di fanali tra i vetri rotti della finestra.
Polvere che fluttua, 
e' come un demone che danza,
respiro sterile e un'ascia lugubre sulla sua testa.

Damocle piange .

Denti marci, narici rigide,
tosse purulenta , pupille pallide.
Isteria in scala di grigi,
Escher nella sua mente, 
necrosi sulla sua pelle.

L'ascia cade, 
recide, 
decapita, 
decide. 

Damocle sorride. 
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Profilo Autore: Fabrizio  

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