Terzine di quinari piani a rime incatenate.


Ho perso il treno¹
e ora il diluvio
in un baleno

dentro acre effluvio
zuppo mi rende,
per Giove Pluvio!

Rotto s'arrende
il nero ombrello,
grandine scende,

non ho mantello,
non c'è tettoia
neanche al casello

e il cielo ingoia
tutta la luce…
pare che muoia

giornata truce
ben prematura
né si riduce

l'accecatura
da forti lampi
nella radura.

Non vedo scampi:
l'ultima corsa
l'ho persa e crampi

stringon la morsa
sulle mie gambe;
dentro la borsa

e tasche entrambe
tutt'è bagnato…
bestemmie strambe

mentre constàto
che il cellulare
resta isolato.

Par di sognare…
incubo grosso
vorrei smorzare:
provo e non posso.

¹: il diluvio, grandine e fulmini inclusi, è reale; il treno e la stazione sono metafore.

04/03/2024

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Profilo Autore: ioffa  

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