Ormai comincio ad avere un'età,
Dozzine di morti visti qua e là,
Tutti giacciono supini nella bara,
Sul necrologio chiamati persona cara.

Mani giunte han sul ventre,
A bocca chiusa invisibile è ogni dente,
Il capo poggiato su un piccolo cuscino,
La scarpa lucidata ben a puntino.

Ai piedi della cassa un ricordo delle lor vite,
Un cappello, un foulard, un cacciavite. 
Il loro colore è sempre lo stesso,
Un bianco pallido da una luce riflesso.

Chissà come ci starò là dentro un domani,
Con un rosario intrecciato tra le mani,
Proprio a me che da sempre son abituato,
A non stare mai supino ma a dormire di lato.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Commenti  

ioffa
# ioffa 04-11-2024 09:51
Io spererei che non mettano un rosario anche tra le mie mani! Altrimenti confermerebbero di non conoscermi per niente. Ad ogni modo so che cosa cambierà per me: anche se mi metteranno supino, là dentro non russerò più!

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