Tre cucchiai ancora di amaro prima-di
tanto freddo che invade quello che non sei più
ma vorresti credere nella tua forza
straccio rigirato oggetto di ossa brivido
conti le volte sogni tutto ciò che scancella
e scompari
diventa caldo stai bene lo vuoi
ti immergi senza paura
non serve aria
per nascondere la paura
il corpo urla le volte a mentire
la mente bilancia il sorriso
le mani stringono amuleti magici immaginari
e scendono una ad una dentro-fredde-ti-violentano
tieni il conto
la bocca diventa amara
dimentichi i sapori inventi caramelle alla menta
tutto è uguale sulla lingua
ma la tua bocca mi dà forza quel sapore sulla tua lingua attenua
riposa l'urlo vedendo il tuo dolore
amaro è il sorriso
all'interno chiudo tutti i miei occhi
e ti bacio
ora sento
ora vedo
ora spero.
Commenti
Stupenda.
complimenti grazie Fabio ....
E' la scelta formale per trattare un tema così che non mi convince, e a mezz'asta tra l'ermetismo e la descrizione: non evoca abbastanza per me.
Tra le altre cose, faccio fatica ad apprezzare il verbo "scancellare" versione pop di cancellare.