Quartine di settenari a rime alternate.
Esco dall’ospedale,
prendo le vie del centro
e quasi par normale
quando in piazza m’addentro
che degli adolescenti
col viso al primo pelo
da scuola ben assenti
con ostentato zelo
urlino a squarciagola
sereni «Viva il Duce!».
Un nodo nella gola
ad un singhiozzo induce
e non me ne vergogno
d’aver pensato irato
che questi hanno bisogno
di ricino¹ calato
dentro le sporche bocche,
come il cervello sciapo
pieno di idee farlocche
di chi gli lava il capo.
Abbiam fallito in tanti
nel non saper formare
ragazzi che pensanti
possano migliorare
una realtà imperfetta
senza tornare indietro
a fase maledetta
di color troppo tetro.
¹: olio di ricino.
13/04/2026

Commenti
Dico che oggi c'è in giro tanta "mala destrezza" sociale e politica, che è rigurgito della ricorrente mala idea di superuomo (e di supercazzo).
Non so se è solo una questione di "formazione" dei ragazzi. Quando ero giovane erano ancora aperte, o mal cicatrizzate, tante ferite. C'era quindi più timore e pudore di oggi; non si erano ancora di nuovo scatenati gli istinti primordiali di sopraffazione, per dominio o anche solo fine a sé stessi, che oggi di nuovo imperversano. Non è solo un male italiano. E' un fatto antropologico, primordiale. La civiltà del diritto non ha ancora redento l'istintualità.