Strano “sonetto”, non canonico, costruito tutto in endecasillabi rolliani ispirati da un verso di un brano di Vasco Rossi.


Per me è la macchina che c’ha che conta!
Io sono povero e cammino a piedi
e com’è logico tu che lo vedi
certo mi reputi degno dell’onta

del miserabile che male affronta
la vita all’angolo senza rimedi
restando singolo tra i millepiedi
che neanche lasciano l’ombra d’impronta.

Che poi nitriscano comunque in tanti
quando mi vedono girovagare
senza un’inutile meta davanti

è comprensibile: pure il mio mare
che allegro mormora per tutti quanti,
sua voce permuta, mi sta a ignorare.


31/05/2026


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