Quando strattonando il giorno
 nella sporca luce rimasta per terra
urlavo contro di te,
sillabando rocciose memorie
 di fatti misericordiosi
dicendo cose oscene… 
Quando fogliame copriva i tuoi occhi
 e tu rimanevi muto
nello strazio di colpe   vissute.
Quando scarpe danzavano
 in un cerchio  vizioso
 con stringhe lasciate lì
a strangolare la pelle bianca…
Quando l’addio
 scendeva il pendio del tempo
 dicendo salvezze
desiderate e lacrimose
allora mi accorsi che forse il mio quando
andava ucciso prima di te
sepolto senza un dove
per rivivere mai più.


 
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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Commenti  

scoria
+3 # scoria 07-09-2012 22:02
Il finali, dove ti accorgi del tuo "quando che andava ucciso", giustifica tutte quelle ripetizioni del "quando" che altrimenti ti avrei criticato. Così ci sta bene invece, assume anche un meta-significato.
non mi piace la parola "lacrimose" e quel "sillabando rocciose memorie di fatti misericordiosi"..
poesie profonde
+2 # poesie profonde 07-09-2012 23:45
A me le tue poesie mi prendono molto. Profonda

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