Ci siamo seduti per secoli nella sala d'attesa.
Eri nervosa - stringendomi
hai estratto il sorriso dal cilindro.
portandomi lontano
'Vorrei che all'inferno si dessero una mossa'

timidamente attraverso la porta
seguì i miei passi
Indossava il volto della paura.

Si sedette accanto a me con i pugni stretti.
Prese una rivista dal tavolo.
Tentò di raddrizzare il colletto.
Teneva gli occhi incrociati e toccava ferro.

l'infermiera chiamò il nostro numero
chiuse i suoi occhi
baciandomi leggermente.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: fabio brogini  

Questo autore ha pubblicato 287 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Francesco Losito
# Francesco Losito 29-09-2012 18:04
Un vero poeta sa trasformare l'attimo vissuto ed il ricordo talora in immagini "traslate" in un mondo metafisicamente "reale". Qui l'angoscia viene così depersonalizzata ed oggettivizzata ma non perde il suo pathos esistenziale che forse si stempera in un sollievo che non avrebbe mai avuto luogo se non si fosse per così dire separata dalla mente. Complimenti.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.