Ripetevamo: siam nel duemila!
anni fa, che col passato misuravam il presente.
Ma quando vissuti abbiam, dodici anni in fila
continuiamo a dirlo ché non cambiò proprio niente.
Un anno ancor, trascorso è tra alti e bassi
e uno nuovo ne arriva con la benedizione del Signor.
Per il vecchio ci si sente ancora dai fatti delusi,
il nuovo già lo vediam per certi aspetti miglior.
L’auspicio caratteristica è di noi brava gente
che il passato cerchiam di toglierci dalla mente,
anche se gli eventi trascorsi nel vecchio anno
abbian procurato ad ognuno un ingente danno.
Il duemilaundici, finito, sta partendo
per lasciare il suo posto a un tempo che, quando
giunger si scorge, festeggiar ci vede coi botti
quasi come per uccidere spettri ostili,
accogliendo, gioiosi, un ospite di riguardo
che, come noi, felice d’esser, si presenta come Nuovo Anno!

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