Dicesti
-ora, allargati ai versi-
ed io lo faccio in costante ascolto al tuo ingegnarmi
Mi nascesti poesia
e del tuo nascermi morirò
mentre
le solite spine dell'esistere
si contrapporranno alla smania d'essere rosa
Non conosco il vivere di lontani tuoi paesi
se non -di linfa- lo scorrere di verbi e suoni
Latrati alla luna resa sterile
nel limbo di un'altro autunno perso
-ora, allargati ai versi-
ed io lo faccio in costante ascolto al tuo ingegnarmi
Mi nascesti poesia
e del tuo nascermi morirò
mentre
le solite spine dell'esistere
si contrapporranno alla smania d'essere rosa
Non conosco il vivere di lontani tuoi paesi
se non -di linfa- lo scorrere di verbi e suoni
Latrati alla luna resa sterile
nel limbo di un'altro autunno perso

Commenti
mo... viemme a dì ch'è licenza poetica!!!
La scrissi qualche anno fa, quando il mio mentore da tempo non lo si trovava a dipingere parole. Molte delle mie mie sono in sua dedica.
Amo le rose in tutti i loro colori, sfumature, doppi messaggie come potere, per me, non dedicargli un GRAZIE! per tanto avermi dato? Voglio citarlo, senza curarmi dell'a,ltrui giudizio perchè segnò la svolta (e svolte che ancora inseguo) del mio scrivere:
Sebastiano A. Patanè Ferro.
L'umiltà dei Grandi di rado fa crecsere i piccoli ma lui lo fa, lui è così, conosce solo il dare.
Mio grande amico, non sei in Sicilia ma sempre nel mio cuore.
Cari colleghi, avete reso gloria a lui e non a me. Grazie!
Carla