Solo solo me ne vado
con l'ingombro di un'ombra
che pesa tonnellate
tra le vetrate di una sera
che respira leggera;
così vera, questa sera:
un muto concerto di farfalle
e calle accese d'un bianco fresco,
direi quasi libresco,
proprio come l'immaginavo
nei sogni che facevo
quando abbracciavo il cielo
tra le tue braccia
e partivo a caccia
dei tuoi intimi animali:
i gabbiani e le falene,
le balene e gli orsi bruni
dei tuoi anfratti
tutt'altro che comuni;
volati, esplosivi
come fuochi d'artificio,
praticamente un sognificio
la tua pelle.
E invece, ora sono solo
come un povero molo
a cui nessuno approda,
come un cane che non può
neppure mordersi la coda
e si accontenta di annusare
un'annosa ossessione,
l'ossessione di te,
solo solo me ne vado
e tutto ciò che vedo
è il riflesso di me stesso
degradante in blu piangente,
senza nulla da donare
alla luna alabastrina
che bambina sta a guardare.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Prismatico  

Questo autore ha pubblicato 3 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.