Non è il tempo.
Il tempo non guarisce, non conosce medicine,
non possiede mani amorevoli.
Siede soltanto sulla soglia delle ore,
custode immobile di una stanza chiusa.
Là,
dove una luce si spezzò nel vetro
di un giorno senza ritorno.
Da allora ogni stagione gira in cerchio,
ogni alba cambia veste,
ogni foglia cade e si dimentica,
ma quel punto rimane.
Un chiodo d'ombra conficcato nel respiro.
E basta un odore, un colore disperso,
una parola smarrita fra le pieghe della sera,
perché la porta si schiuda.
Allora ritorna.
Non da lontano.
Da dentro.
Come acqua nascosta nelle vene della pietra.
Come brace sotto la cenere degli anni.
Intatto.
Con lo stesso volto, lo stesso dolore,
la stessa ferita aperta e mai guarita.
La mente attraversa corridoi consumati,
sfiora fotografie senza cornice,
raccoglie schegge di giorni
e in ogni scheggia vive ancora il lampo.
E le parole ..
le parole sono ormai inutili
foglie secche disperse dal vento,
conchiglie vuote abbandonate dalla marea.
Resta soltanto questo spazio bianco,
questa stanza che nessuno abita
e che pure continua ad aspettare.
A volte ti cerco.
Non con la voce.
La voce appartiene ai vivi.
Ti cerco nel margine fra il sonno e l'alba,
nell'istante esitante prima del risveglio,
quando il mondo non ha ancora
deciso di essere reale.
Ti parlo lì.
Fra ombre leggere, fra sentieri di polvere
percorsi soltanto dai ricordi.
E per un attimo mi sembra di udire
non una risposta,
ma il tremore di una presenza.
Come una stella spenta
che continua a viaggiare nel buio del cielo.
Forse non te ne sei andato.
Forse hai soltanto mutato forma.
Sei diventato l'intervallo fra due battiti,
la pausa nascosta fra due parole,
la neve che cade senza rumore,
la luce che resta quando la lampada è vuota.
Sei diventato assenza,
eppure continui a occupare ogni luogo.
Sei diventato vento dietro le porte chiuse.
Eco dentro pozzi profondi.
Polvere d'oro nel fondo della memoria.
Sei diventato...
... Silenzio
quel Silenzio che precede ogni cosa,
come la notte prima dell'alba,
l'attesa prima dell'incontro,
il respiro prima della della parola.
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