Quando un tocco
abbandona gli amici
fa piacere alle radici
saperlo felice
nel posto cercato
raggiunto
voluto
far da sollievo al fato
giovane scapestrato
portatore d'affetto
dopo aver svuotato il suo petto
in dono fuori ragione
in fondo
incompreso dal cuore solo
fuori da una stazione
Fa vibrare senza conto
la pelle dell'anima
alzar le spalle a qualsiasi raffronto
Porge la sua passione mirata
denso come colata
lungo al pendio scavato
nel vulcano addormentato
La sua misura
s'apre e sconvolge
non contando di peso
solo perchè
tanto atteso
4 commenti
Ricordarti
è il solo modo che ho
per non farti morire
Il tempo ti portò via
senza nemmeno invecchiarti
ma una foglia
non è mai un numero
per il suo albero
nè una goccia
lo è per il suo mare
e una stella vista dal basso
è qualunque
ma non per il cielo
Ricordarti
è risorgerti ogni giorno
nell'abbraccio
che sconfigge l'assenza
nell'amore onnipervadente
che in fondo si disperde
ma mai si annulla
l'energia solo muta forma
Ho conservato comunque il tuo nome
Pur se il tuo profumo s'è dissolto
il cuore ne è sempre pregno
Alla fine non te ne sei mai andata
e mai giuro, te ne andrai
A mia madre
è il solo modo che ho
per non farti morire
Il tempo ti portò via
senza nemmeno invecchiarti
ma una foglia
non è mai un numero
per il suo albero
nè una goccia
lo è per il suo mare
e una stella vista dal basso
è qualunque
ma non per il cielo
Ricordarti
è risorgerti ogni giorno
nell'abbraccio
che sconfigge l'assenza
nell'amore onnipervadente
che in fondo si disperde
ma mai si annulla
l'energia solo muta forma
Ho conservato comunque il tuo nome
Pur se il tuo profumo s'è dissolto
il cuore ne è sempre pregno
Alla fine non te ne sei mai andata
e mai giuro, te ne andrai
A mia madre
Scarlatti colori nell’aria
s’accendono,
il giallo al verde s’abbina
distende soffici tappeti
al sognante innamorato.
Il rosso si lega al marron
passionali baci elargisce
colui che vive d’amore.
Sulla panchina teneramente
s’adagia una vecchia solitaria
l’amata dimora rifiuta
tanto nessuno più l’attende.
Mentre le foglie
invocano il vento d’ordire
per lei un concerto,
la palla del bimbo balza
per errore fra le mani si posa
e per un attimo
del cuore l'autunno sconfigge.
s’accendono,
il giallo al verde s’abbina
distende soffici tappeti
al sognante innamorato.
Il rosso si lega al marron
passionali baci elargisce
colui che vive d’amore.
Sulla panchina teneramente
s’adagia una vecchia solitaria
l’amata dimora rifiuta
tanto nessuno più l’attende.
Mentre le foglie
invocano il vento d’ordire
per lei un concerto,
la palla del bimbo balza
per errore fra le mani si posa
e per un attimo
del cuore l'autunno sconfigge.
Dai cieli agli abissi
oh il passo è così breve
una folata di vento
un attimo di tempo
un piede in fallo
sulle splendide alture
dell'anima
il volo di un angelo
in picchiata
Non diresti così poco
possa separare
picchi di gioia
da valli di lacrime
il caldo del sole
da quello dell'inferno
eppure così è
Tuttavia l'amore
abita perfino oscure regioni
nei precipizi del cuore
oh il viaggio di ritorno è possibile
il salto inverso
ed io lo so per certo
oggi che navigo nella pace
del paradiso
dei tuoi occhi
oh il passo è così breve
una folata di vento
un attimo di tempo
un piede in fallo
sulle splendide alture
dell'anima
il volo di un angelo
in picchiata
Non diresti così poco
possa separare
picchi di gioia
da valli di lacrime
il caldo del sole
da quello dell'inferno
eppure così è
Tuttavia l'amore
abita perfino oscure regioni
nei precipizi del cuore
oh il viaggio di ritorno è possibile
il salto inverso
ed io lo so per certo
oggi che navigo nella pace
del paradiso
dei tuoi occhi
Quando l’aurora divampa
tra i flutti notturni
mossi alla luce,
cresce la cresta del sole
su l’anima e le membra
le pupille elevate.
Allora ritorna il ricordo fanciullo
di quando a bracciate
misuravo
forze oscure nella corrente
-roccia azzurra-
e la tristezza m’assale
pallido raggio di luce.
Sulla superficie
ora un orecchio malato
attende -assente
al tono delle acque.
Nel pensiero il fanciullo
s’acquieta
al ritorno nel grembo
d’una madre benevola
e silenziosa..
quando allora
il mio corpo provato
siederà sulla scogliera
affranto
a ricordare gli anni trascorsi
alla fine del ciclo,
con piena decisione
l’anima già dipartita raggiungerà
ricolmo di mare nel viso,
negli occhi e le orecchie
finalmente vive.
tra i flutti notturni
mossi alla luce,
cresce la cresta del sole
su l’anima e le membra
le pupille elevate.
Allora ritorna il ricordo fanciullo
di quando a bracciate
misuravo
forze oscure nella corrente
-roccia azzurra-
e la tristezza m’assale
pallido raggio di luce.
Sulla superficie
ora un orecchio malato
attende -assente
al tono delle acque.
Nel pensiero il fanciullo
s’acquieta
al ritorno nel grembo
d’una madre benevola
e silenziosa..
quando allora
il mio corpo provato
siederà sulla scogliera
affranto
a ricordare gli anni trascorsi
alla fine del ciclo,
con piena decisione
l’anima già dipartita raggiungerà
ricolmo di mare nel viso,
negli occhi e le orecchie
finalmente vive.
Scurirono le mie stelle
fino a credere
d'aver smarrito il cielo
o che i miei occhi
fossero divenuti ciechi
e il silenzio in me
fu così assoluto
da pensare
d'esser diventata sorda
ma proprio quel buio
così pieno di vuoto
e quel vuoto
così pieno di sé stesso
mi illuminarono
di una luce diversa
fissata solo dalle pupille
dell'anima
Leggero mi si fece il cuore
come quello delle nubi
viaggiatrici del cielo
come un volo lento di piuma
persa nel vento
Tale quale un frullo d'ali
di colibrì o farfalla
o forse solo un dolce sospiro
il primo battito lieve
nel petto del neonato
e mi sentii per un attimo eterna
fino a credere
d'aver smarrito il cielo
o che i miei occhi
fossero divenuti ciechi
e il silenzio in me
fu così assoluto
da pensare
d'esser diventata sorda
ma proprio quel buio
così pieno di vuoto
e quel vuoto
così pieno di sé stesso
mi illuminarono
di una luce diversa
fissata solo dalle pupille
dell'anima
Leggero mi si fece il cuore
come quello delle nubi
viaggiatrici del cielo
come un volo lento di piuma
persa nel vento
Tale quale un frullo d'ali
di colibrì o farfalla
o forse solo un dolce sospiro
il primo battito lieve
nel petto del neonato
e mi sentii per un attimo eterna
Canta il tuo dolore più intimo
io ascolterò i tuoi versi
quelli segreti mai scritti
piangi poeta
io leggerò piano
le parole mute nei tuoi occhi
mentre prenderanno forma e voce
le vedrò danzare eterne bambine
in un tuo sospiro nel vento
e potremo scordarci le leggi del tempo
piangi poeta
per quella poesia nata morta
mai sepolta nel tuo cuore
per quell'amore spento in una rima
per il calamaio ormai secco dell'anima
piangi per chi uccide ogni giorno
la bellezza del vivere
corrompendo liriche sublimi
in terribili bestemmie
Verserò lacrime di luna
e cieli d'inchiostro
perchè tu vi intinga di nuovo la penna
ed infine mi sorriderai, giuramelo
io ascolterò i tuoi versi
quelli segreti mai scritti
piangi poeta
io leggerò piano
le parole mute nei tuoi occhi
mentre prenderanno forma e voce
le vedrò danzare eterne bambine
in un tuo sospiro nel vento
e potremo scordarci le leggi del tempo
piangi poeta
per quella poesia nata morta
mai sepolta nel tuo cuore
per quell'amore spento in una rima
per il calamaio ormai secco dell'anima
piangi per chi uccide ogni giorno
la bellezza del vivere
corrompendo liriche sublimi
in terribili bestemmie
Verserò lacrime di luna
e cieli d'inchiostro
perchè tu vi intinga di nuovo la penna
ed infine mi sorriderai, giuramelo
Batte forte la pioggia, ingrossa i fiumi,
piega gli alberi, strappa le foglie,
abbandonandole a terra,
le strade allagate.
Ecco
siamo in inverno,
la prima tempesta
ci ha dato il buongiorno.
Ed in quei occhi
profondi e imbarazzati dall'ansia
che ritrovo il sole che splende
dentro la tempesta
piega gli alberi, strappa le foglie,
abbandonandole a terra,
le strade allagate.
Ecco
siamo in inverno,
la prima tempesta
ci ha dato il buongiorno.
Ed in quei occhi
profondi e imbarazzati dall'ansia
che ritrovo il sole che splende
dentro la tempesta
Quando vuoi,
quando puoi,
ma se devi venire
non mi avvertire
e vorrei che arrivassi
quando sono a dormire,
che mi trovassi
in un sonno profondo
già fuori dal mondo;
e che mi portassi
diretto al giudizio
c'assicura certezza
d’equa giustizia,
sodalizio perenne
con la mia debolezza:
colpevole o indenne.
quando puoi,
ma se devi venire
non mi avvertire
e vorrei che arrivassi
quando sono a dormire,
che mi trovassi
in un sonno profondo
già fuori dal mondo;
e che mi portassi
diretto al giudizio
c'assicura certezza
d’equa giustizia,
sodalizio perenne
con la mia debolezza:
colpevole o indenne.
Attraversano
le intercapedini disposte
coni striati
raccolgono polveri
illuminate d'argento
rimescolano nimbi
le forme del vento
posseggono
duttilità burrosa
sfoggiano potenza sciantosa
dei loro manti
stole soffici
su dipinti di santi
Forme invisibili
cercano passaggi
l'avvolgere come regalo
a ricordo, invogliano al riparo
Le forme del vento
scrivono giorni di voli
nei colori a manciate lanciati
rendendo la loro vista
a questi occhi incantati
cronache spicciole
dentro tempi precoci
nulla è per caso
nemmeno sentir il loro profumo
inspirato
con semplice naso
Ti lascerò bruciare
nella fiamma scarlatta
di un ricordo ardente
la combustione del cuore
sulle braci di un amore
e ti soffierò via
in un lampo di sole
in un'alba al sapore d'addio
nell'ultimo abbraccio cocente
di un'anima in fuoco nel vento
poi di me non resterà nulla di più
di ciò che mi è rimasto di te
cenere
nella fiamma scarlatta
di un ricordo ardente
la combustione del cuore
sulle braci di un amore
e ti soffierò via
in un lampo di sole
in un'alba al sapore d'addio
nell'ultimo abbraccio cocente
di un'anima in fuoco nel vento
poi di me non resterà nulla di più
di ciò che mi è rimasto di te
cenere
Vestirò il tuo dolore
di silenzi piangenti
lacrime senza lamenti
Non sprecherò parole
sillabe vuote
Nulla da spiegare
La voce del tuo male interiore
si assopirà in una mia carezza
spegnerò le urla
di ogni tua ferita
nel raccoglimento
di silenzi piangenti
a difendere le tue fragili intimità
a preservare sofferenze segrete
solo tue, solo mie
di silenzi piangenti
lacrime senza lamenti
Non sprecherò parole
sillabe vuote
Nulla da spiegare
La voce del tuo male interiore
si assopirà in una mia carezza
spegnerò le urla
di ogni tua ferita
nel raccoglimento
di silenzi piangenti
a difendere le tue fragili intimità
a preservare sofferenze segrete
solo tue, solo mie
E' giunta mezzanotte
un altro giorno è finito per sempre,
unico come ogni giorno
è unico a se stesso
Un trillo magico sveglia la mente
a pensieri che appartengono alla luna,
e l'anima ad emozioni che solo il cielo vede
La notte ha un'altra dimensione
eterea, soffice esente da gravità
mi trovo a volteggiare nel vuoto
accarezzo ricordi, sfioro immagini
che solo al buio hanno luce
Esprimo parole che il giorno rende mute
prendono vita sul pentagramma
nasce una melodia che mai nessuno ascolterà
Sento il profumo del mare
il vento freddo delle montagne
dalle alte guglie innevate
ecco cos'è la felicità ...
La solitudine della notte
è un canto che mi ristora,
sono libera dalle catene
che regolano il trascorre del giorno
Spazio senza limiti, tra il riso e il pianto
nessuna sentenza da chi di me nulla conosce,
leggero è il respiro, lo sguardo limpido
nulla è ostico, regna pura la candidezza
Petali profumati, il mio giaciglio
le palpebre piano piano si abbassano
sento il tuo abbraccio amore
Questa è la magia della notte ...

un altro giorno è finito per sempre,
unico come ogni giorno
è unico a se stesso
Un trillo magico sveglia la mente
a pensieri che appartengono alla luna,
e l'anima ad emozioni che solo il cielo vede
La notte ha un'altra dimensione
eterea, soffice esente da gravità
mi trovo a volteggiare nel vuoto
accarezzo ricordi, sfioro immagini
che solo al buio hanno luce
Esprimo parole che il giorno rende mute
prendono vita sul pentagramma
nasce una melodia che mai nessuno ascolterà
Sento il profumo del mare
il vento freddo delle montagne
dalle alte guglie innevate
ecco cos'è la felicità ...
La solitudine della notte
è un canto che mi ristora,
sono libera dalle catene
che regolano il trascorre del giorno
Spazio senza limiti, tra il riso e il pianto
nessuna sentenza da chi di me nulla conosce,
leggero è il respiro, lo sguardo limpido
nulla è ostico, regna pura la candidezza
Petali profumati, il mio giaciglio
le palpebre piano piano si abbassano
sento il tuo abbraccio amore
Questa è la magia della notte ...

Culla un ricordo
come se fosse un bambino
che ti chiede una carezza
come tu potessi assopirlo
in una dolce ninna nanna
Culla un ricordo
come il mare quieto
fa con la barca ancorata
senza sbatterla contro l'onda
ma solleticandole i fianchi per gioco
cullalo come io ho fatto
perfino nella furia del vento
e nel cuore della tempesta
senza mai sbatterlo contro l'onda
ma proteggendolo dalla burrasca
urtandomi io con la foga del dolore
come se fosse un bambino
che ti chiede una carezza
come tu potessi assopirlo
in una dolce ninna nanna
Culla un ricordo
come il mare quieto
fa con la barca ancorata
senza sbatterla contro l'onda
ma solleticandole i fianchi per gioco
cullalo come io ho fatto
perfino nella furia del vento
e nel cuore della tempesta
senza mai sbatterlo contro l'onda
ma proteggendolo dalla burrasca
urtandomi io con la foga del dolore
Torna...
Torna ad abitarmi, feroce idea del cuore,
Torna ad abitarmi, feroce idea del cuore,
mischia ancora grano al sogno e musica alle rose.
Che io senta un fremito d’amore per tutta la terra!
Voglio urlare un sì alla pioggia, alle ore verdi,
e anche a me stessa.
Torna …
che in riva al fiume non sò più cantare;
affamata vado in giro ad annusare strade,
a spargere incensi di preghiera.
Son tragiche finestre chiuse
nelle casa che mi offrivi!
Torna …
... che non ci sei mai stato;
... che non ci sei mai stato;
voglio sentire un fremito per tutta la terra!









