Quando l’aurora divampa
tra i flutti notturni
mossi alla luce,
cresce la cresta del sole
su l’anima e le membra
le pupille elevate.
Allora ritorna il ricordo fanciullo
di quando a bracciate
misuravo
forze oscure nella corrente
-roccia azzurra-
e la tristezza m’assale
pallido raggio di luce.
Sulla superficie
ora un orecchio malato
attende -assente
al tono delle acque.
Nel pensiero il fanciullo
s’acquieta
al ritorno nel grembo
d’una madre benevola
e silenziosa..
quando allora
il mio corpo provato
siederà sulla scogliera
affranto
a ricordare gli anni trascorsi
alla fine del ciclo,
con piena decisione
l’anima già dipartita raggiungerà
ricolmo di mare nel viso,
negli occhi e le orecchie
finalmente vive.

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Profilo Autore: Gianmarco Sperti  

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