In assenza di un'essenza d'assenzio, mi assopii sopra un assolato assito ad Assisi, assaporando un'assiette con un vasto assortimento di Asiago, asparagi e astici di Asuncion.
Poi, con l'assistenza di un assessore di Asolo assolutamente assuefatto alle assenze, mi assentai per assistere ad un assolo di Aznavour organizzato dalla associazione assassini affetti da asma aspecifica e da tosse asinina asintomatica, assistiti dall'Asl dopo l'assoluzione in Assise.
Fu così che mi appisolai come un
assiolo e, assonnato come un assatanato asiatico richiedente asilo, mi assicurai che l'aspetto assicurativo avesse un assetto assolutamente aspecifico dandomi cosi l'assist per un asservimento assolutorio assai assimilabile ad un astratto aspetto astensionistico di tipo assertivo nonché assolutamente astigmatico.
A stento mi assoggettai a questo astruso aspetto, assecondando così un'astrazione ascrivibile ad un assaggio di asado assaporato in un assolato autogrill di Ascoli.
Fu così che, come un asceta assassinato con un ascia asimmetrica, tra attempati ascoltatori delle avventure di Assurbanipal, mi astenni assolutamente dall'assistere un astioso astrofisico di nome Ascanio, amante dell'acido ascorbico e degli assorbenti per ascelle e, assatanato come un assistente in aspettativa richiedente asilo, mi assopii al suono di un ammirevole coro dell'Associazione Assistenti Asinai Ausiliari della città di Asolo in aspettativa.
Barcollando come un borgomastro di Brandeburgo dopo una bevuta di mezzo barilotto di birra barricata della Baviera, cominciai a borbottare brevi brani in lingua Bantu del Burkina Faso e a giocare a booling con un becero bidello berbero con un bitorzolo sulla bocca con cui, per un breve bisticcio, mi presi a botte dandogli una bella botta sul bacino con una bottiglietta di Bourbon presa dal bar. Per calmare i bollori, dopo una partita di burraco, mi appartai con una baldracca boliviana molto esperta di bondage che mi legò come una bresaola mettendomi poi una banana in bocca e dei bigodini in testa.
Sborsai una bella botta di euro e poi, appagato come un bovaro bernese dopo una sbobba a base di bovino adulto e barbabietole bio, bombardai il mio blog con foto del mio bassotto Braccobaldo in atteggiamenti borderline, dopodiché mi buttai a babbo morto sul mio letto di bambù addormentandomi con basi musicali di Bach, Beethoven, Bugo e Orietta Berti... baci e abbracci...
Il ticchettio triangolare tetragono ad ogni tentativo tortuoso, traccia, tragicamente, un tragitto tormentato tipicamente tratto da una terminologia trappista tutta terra terra, totalmente tendente ad una trasfigurazione teatrale tutta tarallucci e trippa!
E questo è veramente troppo!
Ma, se tanto mi dà tanto, tendenzialmente mi tratterrei dal trarre troppi trallallero da un tropicalismo truculento teoricamente tollerante di una certa tifoseria terrapiattista.
Tuttavia, in teoria, se una tartaruga va a tartufi nel torinese senza la targa è tempo di tentare un terno a Terni tornando da Trento con trentatré trentini della tridentina
Intruppati in una terrificante tradotta di Trenitalia…tiè!
Ho tappato con un turacciolo una tinozza di tek piena di tamarindo durante il tragitto sul treno nella tratta Taranto Trani, regalo di un tappezziere tedesco terrapiattista con in testa un tremendo turbante in terital che aveva vinto in un torneo di tennis a Teutoburgo mentre tuonava e tempestava tutto il tempo. ‘Na tragedia!
Toccato da cotante traversie, mi trattenni dal trascendere e per tirarmi un po' su entrai nella trattoria “La tartaruga” dove assaggiai un tris di tortelloni al tarassaco, trofie al thè nero,taccole al topinambur, trota del Trentino al timo, tortino tiramisù e un tipico Traminer in una tazza tipica tirolese.
Dopo, tanto per trascorrere un po' di tempo, mi iscrissi ad un corso di Tip-tap presso la scuola “Il tacco” di un tipo dai tratti un po' trucidi che mi trasmise, però, tanti trucchi e tantissima tecnica e tatticismi talentuosi.
Purtroppo, durante un tentativo di prova, toccai un treppiede e caddi tragicamente a terra! Tutto ciò mi causò un trauma al trocantere che mi costrinse ad una terapia trimestrale con tachipirina e trazioni con una nuova tecnica tibetana piuttosto tosta…ma tant'è!
Turbato da tutto ciò, mi trascinai sul mio tatami con una tazza di tisana al trifoglio, tentai la lettura di un trattato sulle tartarughe dell’isola di Tonga, scrissi un piccolo tema su tre ricette di trippa al triptofano e infine mi addormentai al suono triste di una tromba di Toshinori Kondò…à tout à l’heure…
Ho pizzicato un pupazzo di pezza a Cortina d’Ampezzo prima che un pezzente di un pizzaiolo un po' pazzo lo gettasse in un pozzo perdente pieno d’acqua puzzolente! Una vera pazzia! Così l’ho preso per un polso e gli ho piantato un pugno sul piloro che gli ha fatto apparire tutto il planetario e le pietre piroclastiche del paleolitico dopo il Big bang.
Che pazienza che ho avuto, ma mi passerà!
Prostrato da questa penosa performance decisi di partire per un viaggetto di piacere a Piacenza dove, preso da prorompente appetito, piombai nella pizzeria “Il pozzo” dove mi abbuffai di piadina con peoci e pomodori pachino, porcellino alla piastra con peperoni spadellati, polpette pastellate alla paprika, prugne del Perù al Pernod, pere al profumo di pino con crema pasticciera e una bella pinta di prelibato prosecco DOCG.
Purtroppo, questo pranzetto piuttosto pesantino, mi provocò una possente pirosi pancreatica che sfociò in un delirio psicotico tanto intenso che mi passarono immagini strane, tipo di un pullman pieno di puzzole che andavano a Pozzuoli a trovare pidocchi e pappataci da portare ai parenti prossimi in occasione della prossima Pasqua.
Una cosa veramente penosa!
Mi ristabilii prontamente con una cura di piramidone, proteine di pesce palla e pancotto al prezzemolo che mi aveva suggerito una mia amica, una praticone provenzale piuttosto pettoruta e procace dopodiché me ne tornai nel mio pied-a-terre, mi infilai il mio pigiamone in puro pelo di procione, le mie pantofole con il logo di Peppa Pig, mi distesi sul mio caldo plaid in pile e mi addormentai profondamente al piacevole suono di un pezzo operistico di Prokopfiev con pianoforte e pifferi…cuoricini!
Ho battagliato con un burbero barista berbero in un bar della Bassa Baviera per una bottiglia di Barbera barricato,dei bocconcini di bresaola e bottarga e dei babà al rum. Voleva farmeli pagare un botto, ‘sto bastardo!
Allora l’ho bloccato in modo brusco,l’ho preso per il bavero,gli ho dato una botta sulla bocca e una sul bicipite procurandogli un bel bozzo e un bel bubbone!
Purtroppo arrivò a difenderlo un bestione di buttafuori del Burkina Faso con due braccia da body builder che mi riempì di botte fino a ridurmi come un batrace del Borneo affetto da Beri-beri.
Abbattuto da questa bestiale batosta, dopo una cura particolare con bollito di barbabietola, birra bionda, brodo di bradipo del Belucistan e bicarbonato, mi ritirai in un bed and breakfast sui monti bergamaschi con una bombastica ex ballerina di bachata dei bassifondi di Bogotà che mi deliziò con baci, abbracci e beatitudini varie; purtroppo mi sbancò il conto in banca con un bonifico di parecchi bit-coin,e un braccialetto in berillio e bronzo, però…che babbeo sono stato!
La catechesi parossistica corroborata da una sperequazione asintomatica, tipica del gerundio postprandiale domenicale, si quantifica evidentemente in un abigeato compulsivo ascrivibile alla più becera forma di banditismo sardo, sordo ad ogni forma di giustizialismo giacobino post napoleonico. Ordunque, è cosa buona e giusta sapere che, se si insegue una libellula in prato dopo aver fatto pace col passato, ne consegue che inserendo i dati farlocchi in un modulo dell’Agenzia delle Entrate si rischia di essere sanzionati per aver scritto in sanscrito in modo scriteriato delle scritte sconsiderate sugli screzi degli scansafatiche scavezzacolli scampati ad uno scagazzamento di piccioni sulle auto Skoda scassate e scarburate color scamorza scaduta. Che schianto!
In una palestra di Pallanza ho palleggiato a ping pong con una ragazza pon-pon di Pyongyang parecchio pettoruta e piuttosto portata per il petting. Poi,dopo aver soddisfatto piaceri personali piuttosto piccanti,preso da una fame primordiale,mi sono precipitato al pub “La pentolaccia” dove ho pizzicato prelibati piattini di pollo alla paprika,pezzettini di porcellino con pomodoro pachino tarocco proveniente da Pechino,una provocante pastiera di Posillipo e una bella pinta di prosecco fresco al punto giusto.
Poi,pasciuto come un pachiderma del Panjab,preso da una prepotente passione per la pittura policroma,pitturai le pareti di casa in verde pisello con pois color porpora e finalmente,al calar della palpebra,mi preparai un bel punch alla menta piperita,mi infilai un pigiama in pelo di procione del Peloponneso e alla fine mi assopii con un pot-pourri di pezzi dei Procol harum,di Pappalardo,di Povia e dei Pooh…pace e pene ,emh,bene a tutti!
L'introspezione catalitica normodotata, supportata da una sinergia ortofrutticola prefestiva, introduce decisamente una argomentazione contrattuale sicuramente deviazionista rispetto al coinvolgimento onomatopeico tardo barocco del formaggio di fossa stagionato 36 mesi nelle grotte carsiche della Maiella.
È evidente che la quota parte della questione fa la quadra con la quintessenza del quorum dei quesiti al Quirinale circa la circonferenza delle cicerchie del Circeo e la calendarizzazione dei giochi circensi durante il periodo delle Ceneri.
Per concludere, si evince che la cristallizzazione cementizia dello zucchero filato senza fosfati aggiunti, crea una conseguenza paradigmatica parossistica nei catarinfrangenti delle Fiat Duna color verde pisello, esportate illegalmente a Bogotà nelle filiali abusive dei narcos colombiani con problemi alla prostata e prossimi alla sospirata pensione di anzianità.
Oh... finalmente l'ho detto!
Lo stacanovismo stroboscopico agglutinante,privo di storpiature orogengivali,propedeutiche ad un declassamento polimerico sovrastrutturale,compenetra,of course,uno scardinamento seborroico congiuntivale, decisamente incline ad un corporativismo sindacale tardo rinascimentale, con conseguenze ineluttabili sul valore intrinseco delle criptovalute orientali dopo la ristrutturazione della muraglia cinese col bonus del 110 di pentastellata memoria.
A questo punto,ritornando a bolla,si evince che è sempre meglio una pizza quattro stagioni nella stagione dei monsoni che una capricciosa sull’isola di Capri da non confondere con l’isola di Capraia che è priva, Ça va sans dir,dei famosi faraglioni e non ha più le capre adottate ormai in uno stallazzo del parlamento italiano da Vittorio Sgarbi…e che c…o!
