Sei uscita presto stamattina. Sempre con lo stesso nome,  senza il bisogno di una carta d'identità, con gli stessi occhi chiari che avevo finito di baciare tra le 6 e la 6.30,mentre ti avvolgevo con le braccia simili ad ali di pipistrello. Ti eri rannicchiata e non smettevi di sognare che io sollevassi il tuo corpo e lo adagiassi poi tra le lenzuola ancor calde e stanche del nostro riderci sopra. Prima di uscire mi hai ricordato di bagnare i figli e di accompagnare i vasi dei gerani a scuola, o forse volevi dirmi qualcos'altro meno confuso,mentre mi baciavi le labbra con un tocco frettoloso che io avevo migliorato trattenendoti sull'uscio per poterti ancora frugare tra la borsa e il cappotto. Hai riso con un tono stridulo come di sirena che squilla e si allarma, sottraendoti alle mie mani insensibili alla tua intimità. I capelli si erano scomposti e il rossetto si era un po' sbavato tanto che sembravo truccato sulle labbra per un ballo in maschera. Mi hai detto che dovevo uscire i panni dalla lavatrice e di stenderli e, se potevo, di fare la spesa. Io non sapevo come aprire l'oblò della lavatrice e allora mi sono messo a guardare la girandola di camicie, calze, magliette e boxer, finché ho svegliato la piccola Carla. Lei sa come si comporta una brava donna di casa.
Tu ormai sei sempre più lontana, risucchiata dal traffico della tangenziale, intenta ad apparire presentabile in ufficio davanti alle inappuntabili colleghe. E so che sparlano di te,mentre il direttore ti fa stare accanto a lui a scrivere una lettera e tenta di asciugarsi la mano sudata sulla tua gonna a quadri rossi e verdi.Sei uscita presto stamattina ed io ancora devo innaffiare i gerani e portare i piccoli a scuola. Al supermercato farò la spesa, dopo aver sistemato i prodotti sugli scaffali, o ...farò il contrario.. Almeno avrò il tuo ricordo a farmi compagnia. 

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Profilo Autore: Libero  

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Perché sa, signora mia, io sono troppo umile: è questo che mi frega. Me lo dicono tutti, tirale fuori, quando è il caso, ma non ne sono capace. Che ci vuol fare? Sarà una questione di educazione o di geni, ma proprio non ce la faccio a essere maleducata o solo a esprimere il mio pensiero. Perché sa… anch’io penso almeno una volta al giorno, però non mi vanto delle mie profonde riflessioni. Un esempio? Delle riflessioni o della mia umiltà? Sapesse signora, sono talmente umile da avere rifiutato una carriera da cantante… da giovane ero stata scritturata per un ruolo da soprano in un’opera lirica di quelle importanti…mi pare fosse la Traviata, se non ricordo male. Solo a pensare al teatro pieno, agli applausi, ai fiori in camerino, alla fila di corteggiatori… mi sarei sentita fuori posto. Sa anche oggi, quando sfaccendo a casa e canto, sento dei rumori di pentole battute l’una contro l’altra, in segno di approvazione dai condomini. E allora che faccio signora mia? Smetto all’istante, per non dare alimento al mio orgoglio. Anche a letto con mio marito sono l’immagine perfetta dell’umiltà: non mi muovo, nemmeno un verso, un sospiro di piacere. Questione di frigidità? No, signora mia, è che non voglio rubargli la scena, preferisco lasciargli recitare in pace il suo monologo. Anche con l’amante? Quale dei tre? Sa, sono talmente umile che non riesco a dire di no a nessuno. Certo non faccio differenze, solo che l’ultima volta… è una confidenza tra donne, mi raccomando. Allora l’ultima volta ho proprio fatto una fesseria, ho dato appuntamento al solito Motel a due dei miei spasimanti alla stessa ora. Sapesse la vergogna, ma che avrei dovuto fare secondo lei, mandarli in bianco tutti e due? O fare i turni? Ho proposto di fare del sesso di gruppo, ma in umiltà… che vuol dire? Che sono stata in ginocchio tutto il tempo…

E poi signora mia, non sono abituata a dare ordini, ma a ubbidire, anche con i miei figli. L’altro giorno per esempio il più grande mi ha ordinato di andare a malmenare la sua professoressa di lettere, perché aveva avuto l’ardire di mettergli un’insufficienza, nonostante avesse fatto scena muta durante l’interrogazione. Si può, dico io? Vede i miei figli sono tanto educati, se sono interrogati fanno presente all’insegnante di essere preparati, di conoscere alla perfezione l’argomento, ma che per non volersi mostrare troppo intelligenti, preferiscono non rispondere. Una questione di umiltà, insomma. E questa stronza di professoressa che fa? Gli mette un due, che assurdità! Che ho fatto allora? Ho ubbidito… l’insegnante ora è in ospedale con trenta giorni di prognosi. Niente di grave, qualche costola fratturata, il naso rotto, una gamba malconcia…spero abbia imparato la lezione. Di queste cose di solito si occupa mio marito, ma quel giorno era lontano per lavoro e allora è toccato a me difendere l’onore della mia famiglia. Vuole sapere se leggo? Non mi permetterei mai, signora mia. Dickens? David Copperfield? Mai sentiti nominare, mi racconti signora, sono tutta orecchie. Allora se non ho capito male in questo romanzo c’era un tizio, Uriah Heep che faceva sfoggio di umiltà, ma in realtà tramava per impossessarsi dello studio d’avvocato del suo datore di lavoro e per sposarne la figlia. E’ così? Non è che signora mia mi sta dando della bugiarda e della stronza? Come si permette? A me che ho una voce da soprano, che potrei cantare in tutti i teatri del pianeta, che ho un marito e tre amanti che mi adorano, ma come si permette! Sa che le dico? Che lei è un’arrogante, signora mia e che è meglio non parlare con certi esseri inferiori. Tanto non sono in grado di capire una virtù come l’umiltà!

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Profilo Autore: mybackpages  

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L'incoerenza cattredratica polifenolica pregna di tatticismi tardo longobardi, avulsi altresì, da un contesto risorgimentale preborbonico, si connota di risentimenti politicamente andreottiani, compenetrandosi surrettiziamente in una sorta di revanscismo preelettorale decisamente difforme da una  configurazione etilica  alto valtellinese non priva, ahimè, di caratterizzazioni sanremesi di pessimo sentimentalismo ungarettiano nonché criptomarxista e gattopardesco.
Dunque, ben venga questa forma di sincretismo precolombiano imbastardito da una forma di cerchiobottimo peloso, comunque gradito ad un certo provincialismo periferico acriticamente compromesso con la più becera commiserazione interstiziale, ovviamente connivente col più squallido campanilismo omofobico.
E così, purtroppo, non essendoci più le mezze stagioni e la rondine che fa primavera, senza l'altezza che è mezza bellezza e il mondo che è fatto a scale, c'è chi scende e c è chi sale, meglio un uovo oggi che una gallina che l'indomani al mercato mio padre  con due soldi comprò non essendoci ancora il bancomat... ahi ahi ahi..che disdetta, siamo fritti...!!
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Ciao sono Pampurio, un povero pescatore di peoci col papà pavese, mamma peruviana e una prozia della Patagonia con il pollice verde per le peonie ed i papaveri e una particolare propensione per i peperoni alla paprica.
Purtroppo, pescando nei pressi del porto di Posillipo, dando una pedata ad un pacchetto di patatine Pai sul pontile mi procurai la perforazione del pollice del piede destro perché dentro il pacchetto c'era una palla di piombo con pericolose protuberanze a punta, così finii al Pronto soccorso dove mi fecero una puntura col piramidone  e del permanganato di potassio che mi gonfiò parecchio la pancia e, purtroppo, anche le palle ed il pisello.!!
Ero preoccupato per la cosa ma mi tranquillizzarono dicendo che tutto era previsto dal protocollo e che mi sarebbe passato con una
serie di pediluvi alla papaya e della polpa di piranha pretrattata alla polvere pirica e ai peli di puzzola della Pennsylvania presi durante il periodo dell'accoppiamento.
Pallido come un pupazzo di Popeye caduto in una pozzanghera, mi proposi allora di prenotare  un periodo di relax presso la pensione "Da Peppino" dove, secondo un passaparola, praticavano una particolare preparazione atletica
al gioco della palla prigioniera che, per una pippa come me, avrebbe procurato una progressione di performances da primato rinforzandomi poderosamente i piedi ,i polpacci e i pettorali !
Pimpante come un pregiudicato evaso da un penitenziario, preso da un poderoso appetito, mi precipitai nella pizzeria "da Pascalone" dove mi pappai una prelibata pizza peperoni, pancetta, pinoli, prugne e pomodoro pachino senza olio di palma, seguita poi da un pasticcio di pesche alla panna e pistilli di primule di Pozzuoli. Così pasciuto mi spaparanzai sulla mia poltrona di piume di pellicano e dopo la lettura di un paio di poesie di Prevert, mi prese una pesantezza di piombo alle palpebre e mi addormentai
placidamente sognando piacevoli momenti con procaci peripatetiche parecchio porcelline in un postribolo sui monti Peloritani ....
.... che pacchia, però .!!
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Abbarbicato su un baobab come un bradipo del Burundi, borbottai a voce bassa brevi brani di Berthold Brecht al suono di una bossa nova brasiliana in si bemolle, brandendo col braccio destro una bottiglia di Bourbon preso da un becero bottegaio del Bronx e ruotando il bacino come una ballerina sbilenca dei bassifondi di Bogotà che aveva  studiato danza al Bolscioi per un biennio.
Ripresomi dalla sbornia e baldanzoso come un cane bovaro bernese dopo un buon bagno e una sbobba a base di bovino del basso biellese, mi abbandonai in un bad and breakfast insieme ad una baldracca berlinese con la bocca da batrace del Borneo e una voglia di barbabietola su un lato B da brividi!
Poi, soddisfatto ogni mio bisogno,
preso da debordante bulimia, entrai in una brasserie e mi abbuffai abbondantemente  di bocconcini alla bottarga, bruschette di bresaola al burro biologico, braciole di bufalo al basilico di Bordighera, creme brule' e brutti e buoni di Bassano, il tutto innaffiato da un buonissimo Blanc de Blanc barricato di Borgogna col sottofondo delle Mille bolle blu di un vecchio jukebox....
baci ed abbracci !
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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Passeggiando in un parco di pioppi a Potenza, pensai di proporre al più presto al padre putativo della mia partner, un programma di preparazione al gioco della pelota, per potenziare i pettorali in vista di una partita di palla prigioniera nel palasport di Posillipo, in primavera, durante il periodo pasquale.
ma, porca putrella !, il povero paparino inciampò in un paletto di protezione del parterre per cui si fratturò  il perone e il pollice della mano sinistra.
lo portai prontamente al pronto soccorso con la mia Panda col portapacchi in plastica e due peluches a forma di pitone sul posteriore ma, purtroppo, rimasi in panne proprio nei pressi del Policlinico e così lo  caricai sulle spalle e lo lasciai nella portineria.
tornando sui miei passi, incontrai il mio parrucchiere, un tipo piuttosto palestrato pieno di piercing che mi offrì un paio di Pernod al Porky Bar e poi mi portò in un postribolo nei pressi del porto dove passammo piacevolissimi momenti con due peripatetiche peruviane con le poppe  come poponi.
Pienamente appagati entrammo nella pizzeria "Il pappagallo petulante" e ci rimpinzammo la pancia con un paio di pizze ai peperoni, piselli, paprika e pezzi di parmigiano, caraffe di  birra Poretti e, per finire, due panne  cotte e caffè corretti al Porto.
Prostrato, dalla particolare giornata, mi spaparanzai sulla mia poltrona in pelo di puma, mi  coprii  col mio plaid color pelle di pollo e mi assopii piano piano al triste suono della Patetica di Tchaikovsky........pace e bene....
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L'estrinsecazione ortobotanica del fagiolo
cornuto di Tasmania, compenetra una sorta di discinesia omofobica pressapochistica nella sequenza paradontale della mascella del cervo a primavera in calore delle Alpi Cozie.. oh cacchio !
Le conseguenze si ripercuotono così inevitabilmente nell'accelerazione forzosa dell'ovulazione gametica del cromosoma x del pitone maschio di Patagonia che, com'è noto, non è solo un serpente ma un pensiero frequente che ci invade la mente.
La qualcosa genera dunque un parallelismo perfetto con l'impollinazione stagionale dei fiori primaverili del Sud Tirolo da parte dell'ape Maya che qui viene a soggiornare in un arnia a 5 stelle
dotata di una esclusiva sala massaggi alla pappa reale, allietata inoltre da un coro di caprette che le fanno, ciao.
In conclusione, gli equilibri ecologici improntati
ai sani principi base del WWF, ben si
compenetrano con la strenua difesa dell'habitat della foca monaca di clausura destinata al delfinario di Rimini e ai parchi acquatici di tutta l'Italia... era ora, finalmente !!
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Pomposamente paludato come Madame Pompadour prima della presa della pastiglia per la pressione, mi proposi di passare un periodo di pausa dalle mie preoccupazioni partecipando ad un corso di Pilates presso la palestra "Las pelotas" di un certo peruviano di nome Pablito, particolarmente patito per i peoci cotti in pentola a pressione, senza polifosfati e olio di palma.
Mi rinforzai così i polpacci e i pettorali provando, in parallelo, una dieta sperimentale a base di proteine del Prof. Pierre De Porkis della Normale di Pisa, comprendente piatti di petto di pollo con patate alla paprika e pomodoro pachino, polipo del Peloponneso con purè di porcini, cotto in pirofila Pirex con petali di papavero della Provenza, plum-cake alla papaya e, per finire, pesche al Passito di Pantelleria con polvere di pistacchio e semi di popone passati in padella.
Ne uscii più prestante di una praticante di pole-dance tanto che mi proposero un provino per partecipare come protagonista al Musical "Papaveri e Papere" presso i prestigiosi studi della Paramount Pictures. Mi presero subito dopo  aver visto le mie performances e, per di più, vinsi anche il prestigioso premio "Pulitziot" per le migliori pulizie del palcoscenico dopo lo spettacolo.
Gasato come Pavarotti alla prima della Scala,
mandai un post ad una prosperosa parrucchiera con le poppe a pera invitandola ad un party in piscina particolarmente piccante, la quale, dopo nove mesi, purtroppo, partorì, rendendomi papà di un paio di paffuti gemelli che chiamai uno Pinco e l'altro Pallino... che pirla sono stato...potevo usare il preservativo ... pazienza !!

 

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Vi siete mai domandati perché, di tutti i morti che ci sono stati nel mondo, nessuno è mai tornato indietro? Forse perché stanno tutti talmente bene nell'aldilà che, se la voce si spargesse, si suiciderebbe in massa tutto il genere umano.
D'altra parte, a ben pensarci, cosa c'è di meglio della morte?: una condizione di pace assoluta; nessun rompimento di scatole
(Tasse, malattie, isis, Equitalia, demenza senile, vitalizi d'oro, alluce valgo ecc........)
E poi, vuoi mettere il vantaggio che
la situazione è eterna e le rogne rimangono tutte a carico dei
sopravvissuti.
Si scatenerebbero anche campagne pubblicitarie per suicidi assistiti con tutti i generi di sistemi per farla finita!, per esempio; volo a corpo morto con paracadute difettoso, salto ad angelo dalle cascate del Niagara, annegamento in vasca idromassaggio Jacuzzi con vapori di acido cianidrico, scontro contro un pilone a 200 all'ora in Rolls Royce ecc...questo, ovviamente, per le classi più abbienti.
Per le classi più povere i metodi cambiano; si va dall'ingestione tout court di un flacone intero di Niagara per lavandini , allo schiacciamento da parte di un camion che trasporta
rifiuti tossici, dall'overdose di merendine scadute del Mulino bianco (con buona pace di Antonio Banderas), alla classica caduta del fon nella vasca da bagno e così via.
Per i più diseredati ci sarebbe sempre la possibilità del tre per due e soluzioni di suicidio assistito per famiglie numerose comprensivo di cremazione in forno per pizze nel giorno di chiusura!
Per i più snob le soluzioni sono decisamente più sofisticate:
morte lenta con Vergine di Norimberga, asfissia tra le spire di anaconda del Rio delle Amazzoni,
sfracellamento con selfie dai faraglioni di Capri, infilzamento in diretta streaming da parte di pesce
spada delle Galapagos ed inoltre,
soffocamento con ripresa in 3D con ingestione di pregiatissimo tartufo d'Alba del peso di due etti!
Per finire bisognerebbe ribaltare un famoso detto latino in ;
Mors mea, vita tua.....tiè...
Amen....

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Languido come un lamantino della Lapponia
dopo un lauto pasto con lamprede , lampughe e latterini, mi levai il mio loden ormai logoro e liso per l'uso, mi infilai una linda lingerie in leacril color lilla, mi allappai un sorbetto al lime e lamponi e, allungato sulla mia chaise-longue, guardando in tv un episodio della serie Lost, mi appisolai come un lemure al primo letargo, libero da ogni lagnosa paturnia.
Mi ritrovai in un sogno dove, leggevo leggiadre litanie lituane insieme ad una latinista di Lugano
latitante per furto di lumache alla Lidl di Ladispoli, con la quale avevo avuto una lunga liaison, sfociata poi in un litigio perché non mi voleva restituire un lingotto di lantanio, una lampada di Lalique con le luci a led e un lanciafiamme agli ioni di litio che le avevo regalato in occasione del nostro fidanzamento.
Mi ridestai al latrato di un labrador e, lungi da me dal lamentarmi, con un certo languorino, mi recai in un lounge bar a bermi un latte macchiato e una spremuta di limone col sottofondo di un long playing di Leone di Lernia . Mi leccai le labbra, mi lustrai le mie Logan e leggiadro come un Lancillotto in love, salii sulla mia limousine color lingua di lepre e mi lanciai a tutta velocità verso un locale di lap dance dove mi aspettava una laureanda in legge che, per sbarcare il lunario, faceva lascivi lavoretti con le sue labbra lussuriose.
Uscii con passo da leopardo e, affamato come un
licaone della Lituania, entrai al ristorante" I due ladroni" e, dopo la lettura della lunga lista, mi lanciai a razzo su lingua salmistrata con lupini e lenticchie , linguine alla livornese con luganega e luppolo liofilizzato, lumache della Linguadoca su letto di lattuga, lepre delle Langhe con lampascioni in riduzione di lambrusco su letto di latifoglie di leccio, dei lamponi al liquore di lime e un bel litrozzo di Lugana di Lombardia.
Purtroppo per pagare il conto dovetti fare un leasing lungo un lustro,
ma sì poi,
chi se ne freeega..!!

A' la guerre come a' la guerre !!
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

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