Sono un populista poco politicizzato per niente propenso alle prevaricazioni e alle provocazioni dei professionisti della parola con la puzza sotto il naso e il pelo sullo stomaco.
Sono un poliglotta, poco palestrato, un po' poliedrico e un po' paragnosta ma, volte, anche un po' paraculo. Mi piace fare il piacione con le pollastrelle con le poppe a pera ma ho anche il pollice verde e mi piace cucinare con le pirofile in pirex e le pentole a pressione in polonio
pressofuso. Non mi piace il parapendio che è troppo pericoloso, mentre adoro il polo, il padel, il tiro al piccione e la pesca del palombo e del polipo del Pacifico in profondità. Parlando di pietanze e di piatti prelibati, mi piacciono i paccheri alla puttanesca, il pollo alla paprika con patate, le pizzette al peperoncino tagliate a pezzetti, i pomodori Pachino e i profiterol al pistacchio con petali di petunia passati in padella preferibilmente senza polifosfati.
Ora, però, devo andare perché mi aspettano i promotori della polisportiva dei pensionati con problemi di prostata per partecipare al programma di ripopolamento del procione di pianura curato preventivamente contro una perniciosa parassitosi provocata dai pappataci e dai pidocchi del Perù in carenza di potassio.
Ah, però...
Un giorno di Marzemino, al primo Chiaretto d'alba, camminavo nello Champagne dell'Oltrepò Pavese, in mezzo ad un fitto Nebbiolo mentre il tempo era un Inferno ed Il cielo era Verdicchio tendente al Grignolino. Così mi riparai sotto un Pinot e, sorpresa!, lì incontrai unna Soave Donna Fugata con un vestito Rosè.
Non essendo Recioto, tutto Spumante mi avvicinai e le diedi un Dolcetto sul Bianco Collio e con la Falanghina del dito della mano destra le Tocai la Barbera della Bonarda. Subito il mio Merlot, che non era ancora Passito, divenne tanto Durello che sembrava un Cannonau! Purtroppo lei, con fare Lambrusco e molto Prosecco, mi apostrofò dicendomi: e dai, sii più Nobile, non essere così Primitivo!
Al che rimasi molto Caluso, Raboso e Rosso di Borgogna e allora le dissi :Chardonnay moi, madame,mi scusi tanto sono stato un vero Vermentino ma mi è saltato un improvviso Sangue di Giuda e sono andato giù di Brut! Così mi allontanai con l'Amarone in bocca e un grosso Groppello alla gola. Prosit!
Tornato in forma mi tirai su con un pranzetto presso la trattoria tipica "Da Tiberio" trangugiando tartare di tonno del Tirreno con tigelle di Trani, tortiglioni al tofu, tortino di tarassaco, un trancio di tarte tatin e una tazza di Teroldego del Trentino alla giusta temperatura.
Tutto ciò mi costò un trimestre di stipendio ma tant'è, sempre meglio che un tamponamento di un Tir o una puntura di tafano sui testicoli... taaac!... Te possino...
Cucina creativa
Antipasto :
Milza di scorfano del Mediterraneo liofilizzata, reidratata e affumicata con tris di legno di faggio, ulivo e quercia del Quebec, su letto di rucola selvatica tenuta in atmosfera modificata per 30 minuti con gocce di succo di avocado, papaya e spolverata di farina di fave di Fuca.
Primo piatto:
Gnocchi al topinambur con farina di riso Carnaroli dell'oltrepò pavese con sugo di pomodoro pachino fermentato con aceto balsamico di Modena invecchiato 250 mesi abbattuto in camera iperbarica a meno 180 gradi Celsius più grattugiata di sedano rapa, curry e coriandolo(preferibilmente senza stelle filanti)
Secondo piatto:
Petto di tapiro arrostito su braci di fieno d'alpeggio di almeno 2000metri di altitudine farcito con cipolla di Tropea macerata in vino Amarone del '96, olive taggiasche congelate ed essiccate al sole del solstizio d' estate, scaglie di formaggio Bagoss invecchiato 30 mesi, pizzico di curcuma, il tutto accompagnato da un paté di anguilla del Mar dei Sargassi assolutamente senza glutine, solfiti e solfeggi.
Dessert:
Bavarese alla corteccia di cedro del Libano frullata con un centilitro di succo di ribes e vin brulè su fondo di torta sbrisolona mantecata al cacao colombiano e polvere di coca depotenziata più glassa ai semi di finocchietto di campo con riduzione di Ribollla gialla e spruzzata di estratto di lamponi dell'isola di Rodi dolcificato con stevia e miele d'acacia bio.
Buon appetito
Il sincretismo stroboscopico nucleare, caratterizzato da una improbabile fisiognomica michelangiolesca completamente avulsa da un certo sciovinismo sottoculturale di bassa lega, mal si compenetra con una deriva morfologicamente scompensata, tale da produrre uno scardinamento piroclastico di dimensioni apocalittiche e sesquipedali. Ciò nonostante è pacifico e, perché no, anche atlantico che, se Maometto non va alla montagna perché ha perso lo skipass, è lapalissiano che la somma dei cateteri diviso l'ipotenusa meno il logaritmo della radice quadrata del triangolo delle Bermude, è sostanzialmente equivalente al capitale in
criptovalute, detenuto dall'algoritmo relativo alla
Bundesbank teutonica, miseramente fallita per la concussione aggravata e fraudolenta di un suo funzionario infedele scappato alle isole Cayman con la sua fidanzata Marlene con un jet di linea della Lufthansa... Jawohl!
nel mese di marzo nel mantovano, mi meravigliai molto che una moltitudine di maniscalchi marsigliesi avesse manifestato molto più interesse per i molluschi di Mentone che per i mitili del Mar Mediterraneo coltivati con metodi tipici del Marocco meridionale.
Mannaggia a me!
Meglio masticare melanzane alla molisana che mangiare marmellate di mango, mangrovia e mascarpone sopra un materasso memory profumato alla menta in compagnia di una malafemmina di Merano maniaca della manicure e delle maglie in morbida mussola per mogli maltrattate da muscolosi mariti maneschi!
Meno male che, per una mia malcelata modestia, ho sempre mostrato moti di meraviglia verso le mini mutande manufatte con foglie di mango macerate nel miele di montagna della Marmolada, altrimenti sarei andato al massacro
mungendo una manza in un maso di Merano dopo un minuzioso massaggio con olio di mandorle, melissa e semi di miglio macinati nel mese di maggio su una mensola di marmo fino ad ottenerne un molle miscuglio.
Oh, Madonna mia!
Il giorno dopo mi presi un periodo di pausa, preoccupandomi soltanto di prenotare un tour in Papuasia, in compagnia di una paracadutista palestinese dalle poppe a pera piuttosto procaci ma, purtroppo, presi una pericolosa parassitosi alle papille del palato, che un praticone del posto cercò di curarmi con una portentosa pomata a base di polpa di prugna, papavero primaverile, pejote, pezzi di piloro di procione e palle di paguro pretrattate al Pernod!
Purtroppo tutto questo poutpourri mi procurò una pirosi intestinale di proporzioni paurose, provocando parecchie allucinazioni, tanto che mi apparvero sul lavandino una schiera di poeti e scrittori famosi...Pascoli, Petrarca, Papini, Palazzeschi, Pasternak e fu così che, preso da potente pulsione, gridai a pieni polmoni:
M'illumino di Imm..odium!
giacobino. Tutto ciò si rapporta in maniera sesquipedale con una sorta di qualunquismo sanculottesco pregno, spiccatamente, di condizionamenti serotini di basso contenuto chiropratico.
Comunque, sempre meglio di un uovo oggi che di una gallina dopodomani mentre tre civette sul comò aspettano una rondine che non fa primavera! Oh, poveri noi!
che si era fratturato un femore giocando a fresbee e che ora abitava a Fregene tra freschi orti di fragole e fertili terre coltivate a frumento, foraggio favoloso per mucche frisone importate da Friburgo. Così, frastornato da codeste frescacce, preso fa un irrefrenabile furore e da un fraudolento menefreghismo, mi feci un bel frullato di frutta fresca con fragole di Fossombrone accompagnato da friselle fritte e dei fichi fioroni in fricassea da favola. Quindi, fremente come un formichiere sopra un formicaio brulicante, mi fiondai sopra un morbido futon e mi assopii sognando frivole fanciulle friulane con svolazzanti abiti
fru-fru... viva la f... isarmonica!
Per un certo periodo ho provato a proporre un posto di parastatale ad un povero peruviano di Palenque particolarmente patito per le pentole a pressione in Pirex, per la pizza patate e porri e per i poster di Peppa Pig che fa Pilates in palestra.
Purtroppo mi ha detto che preferiva un posto di pasticcere per produrre panettoni sperimentali
alla paprica e al peperoncino con cuore di polenta e purea di pere in una pirofila di porcellana a forma di piramide senza la presenza di particelle di permanganato di potassio.
Non mi preoccupai più di tanto e, in preda ad una pulsante pressione, mi precipitai al porto di Posillipo per partecipare ad una battuta di pesca al palombo su un peschereccio privato in partenza per Procida in compagnia del padre putativo di un certo Pippo il "pantegana" provetto pescatore professionista.
Passai un periodo particolarmente piacevole ma poi, facendo un pediluvio in mare, fui punto da un polipo proteiforme che mi causò una piaga purulenta che dovetti curare prontamente con una pomata particolare a base di passato di piloro di pernice, polpa di porri e pinoli, petali di papavero e pomodoro pachino pestato insieme alla polvere pirica.
Passate queste paturnie piuttosto pesanti, mi presentai presso il provveditorato agli studi di Pavia per un posto di portiere part-time, solo al pomeriggio, con un portafoglio di poche palanche ma, in compenso potevo praticare un corso di pole-dance nella palestra del posto con una procace professoressa con due poppe come due poponi del basso Polesine ed un bel popò da primato!
... pace a tutti e pensieri positivi...
