Guardandosi allo specchio si rese perfettamente conto del perchè ci stesse mettendo così tanto, in fondo le piccole righe che gli contornavano gli occhi non mentivano più di quanto non facessero tutti i suoi documenti. Non era più abituato, anzi, non ricordava più neppure come si facesse. Ogni piccola e stupida decisione portava via minuti e minuti di tempo e sforzo mentale, e qualunque opzione scelta lasciava dietro di se dei dubbi che lo tormentavano.
Aveva optato per una camicia bianca, una giacca blu notte e dei pantaloni rosso mattone, dopo solo un’ora di riflessione.
Adesso doveva interrogarsi di nuovo, e decidere cosa farne dei suoi capelli. Un altro segno del tempo che è passato, dall’ultimo appuntamento erano diminuiti quei capelli castani, quasi rossicci. Se lo ricordava bene quell’ultimo appuntamento, aveva un’acconciatura da punk rocker, ma con una quantità esagerata di gel e lacca, sembravano fatti di pietra e riflettevano la luce, due cose che lei non mancò di notare, e sulle quali hanno riso su molte volte nel corso degli anni. Decise saggiamente di non replicare, e li pettinò semplicemente verso sinistra.
Mentre pensava a quale profumo mettersi, si rese conto che una cosa, nel tempo, non era cambiata. Quella sensazione di terrore che gli attanagliava il cuore, lo rendeva pesante e talmente caldo da sciogliergli il petto. Terrore dato dal voler fare una buona impressione, dal non mandare tutto a puttane, un po’ perchè lei gli piace, un po’ perchè con le donne è sempre stato pessimo. Aveva un talento naturale nel dire la cosa sbagliata, ad agire come un idiota, a prendere sempre la decisione peggiore. Ne aveva perse tante per colpa della prima impressione, nonostante fosse opinione generale che fosse un bel ragazzo. Con lei, però, non ci era riuscito, nonostante ci avesse provato in tutti i modi a farla scappare come le altre, con lei non c’era riuscito. Ogni suo comportamento goffo, ogni sua impacciataggine, ogni suo argomento fuori luogo, lei rimase lì, avvolta fino al naso nel suo maglione di lana grigo, per chissà quale strano motivo. Ci era rimasta per molto tempo, finchè, come una sigaretta abbandonata sul ciglio di un posacenere, si era spento tutto.
Le loro mattine erano fatte di cuscinate e battaglie di solletico, ma quando quella sigaretta si spense divennero molto diverse, dove nel più totale silenzio uno dei due si alzava e trovava l’altro che aveva già fatto colazione e guardava chissà cosa al cellulare. Entrambi, quando si dissero che non potevano immaginare la proria vita senza l’altro, erano sinceri, ci credevano con ogni fibra del loro essere. Le pagine strappate dei calendari, a poco a poco, non gli fecero dimenticare quella frase, fecero molto di peggio: Gli fecero dimenticare il motivo per la quale era stata pronunciata. Da lì il passo fu breve, diventarono da prima due coinquilini, poi due sconosciuti.
Si ricordò che doveva scegliere il profumo.
Decise di mettersi il profumo che aveva da quando era ragazzo, molto poco convinto che sortisse qualche effetto, ma considerandolo una specie di porta fortuna. Era ormai quasi arrivata l’ora di uscire, non voleva correre il rischio di arrivare in ritardo. Il film cominciava alle 17:30 e aveva deciso di andare in anticipo per prendere i biglietti.
Piove, ma la temperatura di Luglio fa decisamente il suo dovere, la camicia a maniche lunghe e la giacca diventano sempre più pesanti per colpa dell’umidità e del sudore. Ma non diede mai la colpa al caldo, avrebbe sudato anche a petto nudo. Nonostante la paura di fare cazzate ci fosse sempre stata, non aveva mai sudato così tanto. Probabilmente non era pronto a sentirsi di nuovo in quel modo, di aspettare una persona davanti ad un cinema, cercando di fare una buona impressione, scrutando la folla con la speranza di scorgerla, ma anche quella di non vederla, per il puro istinto di rimandare qualunque cosa ci provochi ansia.
Non potè fare a meno di chiedersi se le donne percepissero i primi appuntamenti allo stesso modo, se avessero paura anche loro di fare cavolate, dato che, a suo modo di vedere, in quella strampalata partita a scacchi che è un appuntamento sono le donne a muovere, sono loro che ti giudicano adatto o meno. Inevitabilmente si ritrovò a pensare di nuovo a lei, che per 6 anni era stata accanto a lui dopo che lui aveva provocato i soliti disastri, aveva addirittura centrato la macchina davanti alla sua uscendo dal parcheggio.
Sorrise amaramente, non era molto educato pensare a tutto questo poco prima di un nuovo appuntamento, ma non potè farne a meno. Si chiese come avessero fatto ad abituarsi talmente tanto l’uno all’altra da non riconoscersi, quando aveva smesso di chiederle come fosse andata la sua giornata, in quale momento lei le aveva stancamente fatto domande sullo sport soltanto per sentirlo parlare.
La scorse in mezzo alle persone che arrivavano, doveva essere uscita di casa quando non pioveva ancora, dato che indossava un vestito leggerissimo, giallo, senza spalline. La pioggia se l’era presa con i suoi capelli, che aderivano alla sua testa e alla sua nuca. Anche lei lo vide, e cominciò ad avvicinarsi.
Mentre si avvicinava il sentimento che lo logorava da tutto il giorno diventava man mano più opprimente, il cuore voleva soltanto uscire e sfogarsi con un sacco da pugile, tanto martellava forte. Non era sicuro che sarebbe anche solo riuscito a salutarla.
E mentre era in balia totale dei suoi pensieri lei si avvicinava, e ad ogni passo lei cambiava. Un passo verso di lui ed aveva i capelli asciutti. Un’altro passo e si erano allungati. Ancora più vicina, le piccole rughe intorno agli occhi erano sparite. Più vicina, adesso portava un berretto ed aveva le orecchie rosse per il freddo. Era quasi arrivata, ed indossava un maglione grigio.
Quando fu davanti a lui, e lo guardò con quei suoi dolcissimi occhioni scuri, con un sorriso imbarazzato che non le vedeva addosso da molto tempo, riuscì a trovare il fiato per salutarla:
“Ciao sconosciuta”.
Perchè in fondo, quando una sigaretta si spegne, prima che muoia, la sua brace è sufficiente per accenderne una nuova, e continuare a fumare, ricominciando da zero.