Vivo in una grande casa immersa nella campagna, nella solitudine di un autunno meravigliosamente triste.
Il lavoro non bastava più a riempirmi la vita. Il vuoto spesso mi assaliva. I libri, compagni inseparabili, mi consolavano.
Aprivo la pagina di facebook. Quanti visi, quante vite. Quante frasi, spesso incomprensibili, forse perché io non chattavo con nessuno. Sono amicizie finte, ho sempre pensato. Le persone bisogna guardarle negli occhi per avere con loro una relazione vera.
Tra tutti questi gruppi su facebook ci sarà qualcosa che riguarda l’arte….
Gruppo arte musica, gruppo arte pittura, gruppo poesia….Niente
Proviamo amo la poesia. Si apre una pagina colorata, originale ecco… Leggiamo.
Da quel giorno le poesie di persone sensibili e appassionate mi hanno tenuto compagnia.
Mi sono iscritta al gruppo con gioia. Sarò meno sola, meno triste, pensavo..
Le mie semplici scritture potevano essere condivise con persone con i miei stessi interessi: le poesie, i racconti, i sentimenti sulla carta.
Un giorno… un messaggio: “ Ho letto il tuo racconto.. mi è piaciuto, mi piacerebbe conoscerti”
Una richiesta d’amicizia. Non è carino non accettare. Click accettato.
Mi diceva: “Dove vivi? Sulla tua pagina non c’è una tua foto e nulla che ti identifichi”. Rispondevo:”Invece la tua foto è molto bella, hai un bel viso”
Da quel giorno, ogni volta che aprivo la pagina di facebook lui c’era, lui era solo un pallino, una foto.
Ciao, disturbo? Ciao come stai? Dialogare con lui mi faceva stare meglio, così gentile, così interessato a me….un fantasma.
Le chat diventarono quotidiane, assidue, per me indispensabili.
Una mattina accendo il computer: “Buonanotte tesoro, a domani (ore due e quindici minuti)”
Era tanto che non sentivo la parola tesoro…che emozione!
Dopo qualche tempo gli ho scritto: “Non è giusto che tu non mi veda, ti mando una foto”.
Non posso dimenticare il suo commento: “Hai l’eleganza e la semplicità nell’essere una Venere”
Non sono una Venere, ma la sua frase era molto carina.
Che forte emozione il giorno che abbiamo deciso di telefonarci. Mi diceva: “ che bella voce!”
I miei momenti vuoti ora erano pieni di lui tra scambi di idee e poesie.
Un giorno mi ha scritto: “Sento che mi vuoi bene”. Si può volere bene a distanza?
La nostre vite piano piano vennero allo scoperto.
Certo che ti voglio bene! Spesso mi diceva : “Non innamorarti di me non sono affidabile, non potrei garantirti un rapporto”.
Che differenza c’è tra ti voglio bene e ti amo? Questo non gliel’ ho mai chiesto.
Lui ormai viveva con me, un fantasma sempre vicino, una sorta di angelo custode.
Abbiamo deciso di vederci , ormai era un desiderio forte per entrambi.
La località l’abbiamo scelta assieme, a metà strada tra la sua abitazione e la mia, al mare.
Quando sono arrivata avevo il cuore il gola. Cosa devo dire, cosa devo fare. Sentivo di non farcela.
Ma ormai ero lì, tra mille ostacoli ero lì. E se lui non avesse potuto venire? Se i suoi ostacoli non fossero stati superati? Ho preso il cellulare, mi sudavano le mani. Lo chiamo, gli dico che sono alla stazione….si sentiva il profumo del mare.
Mentre il telefono lanciava la chiamata, l’ ho visto, si stava avvicinando…per un attimo ho pensato che sarei svenuta.
Ciao. Non mi uscivano parole…forse è passato un secolo, forse un secondo. Sei più carino che in foto! L’unica cosa scema che sono riuscita a dire. Anche tu. Si è avvicinato e mi ha baciata sulla guancia. Non so perché, ma avrei voluto piangere.
Andiamo a fare una passeggiata, è presto per il pranzo.
Dopo un’ora, mi sembrava di conoscerlo da sempre. In un bar, sul mare mi ha preso la mano e mi ha detto: “Ho scritto queste parole per te: poserei porte per dividere il bene dal male,dove il bene regni su di noi……….ed il male nel tempo,sconfitto, lascerà spazio ai nostri sogni….”
Non farmi commuovere. Ho incastonato quel momento nel mio cuore.
Andiamo sulla spiaggia, siamo fortunati oggi è una bella giornata.
Ho detto: “ Tempo fa, ho scritto una lettera d’amore al mare: Non ti ho mai detto che ti amo, te lo dico ora che ho difficoltà a raggiungerti, a sentire il tuo profumo a farmi cullare dall’infinito……”
Sei una dolcezza..
Non so come sia successo, il cervello è andato in black out, ma mi ha baciata. Non abbiamo più smesso, non so dire quanto tempo è passato, non sapevo più dov’ero.
E’ arrivata la sera, è arrivata la notte.
La camera era carina e accogliente. Io ero nervosa, forse, se le circostanze lo avessero permesso sarei scappata.
Fortunatamente non sono scappata…è stata una notte d’amore.
Senza amore è come raccogliere fiori senza profumo, come vedere il sole spento, un tramonto senza colori.
Era ora di tornare a casa. L’ ultima sua frase: “Non innamorarti di me”.
“Te lo prometto, non mi innamorerò di te”.
Avrei voluto andarmene sorridente, ma le lacrime hanno preso il sopravvento.
Sono a casa davanti al computer. –“Mamma, mi fai il caffè per favore” –"Sì amore per studiare filosofia ci vuole un buon caffè”.
La pagina di facebook è davanti a me. La sua bella foto…….tutto troppo complicato… la freccia scorre sul monitor , arriva sulla parola amici. Non vedo bene, le lacrime mi ostacolano.
Non possiamo…. le nostre vite sono separate da invisibili montagne di ghiaccio…click ,la freccia scende su rimuovi dagli amici……poi…non posso mantenere la promessa……click … rimosso.

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