
E ci guardammo per sempre
la prima volta degli occhi
e il sempre abitava
una rapida sconosciuta
lì scoprimmo i corpi e i cardi
il simbolo, il nodo erotico, la sfilza
di lampadine elettriche
Lì separammo essenze da sostanze:
erano preghiere selvatiche, mani,
nervature, fruste di rossori
Siamo morti e riemersi dai visi slabbrati
rituali di cere mai scomparse
settembre è diventato aprile
sono arrivate le api, sono sicura
che ci baceranno

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