Ma che ti scrivo a fare?
Se lo facessi,
tatuerei ogni vituperio sul tuo avambraccio.
Cancellando quelle meschinità che ami.
Ti perdo in quella nebulosa
di felpa e camomilla
e i gomiti psoriasici affondati in un tavolo antico.
(Che fosse antico ce lo volevano fare credere).
Si scrive sul da farsi e sul fatto,
su un taccuino perverso
che mescola la lista della spesa coi numeri,
poi qualche verso,
poi ancora numeri di telefono.
Figli strappati come fogli troppo presto.
Su: dal camino.
E prima accartocciati, abusati.
Allarghi le narici con l'anello:
ma che vuoi che ti dica?
Che un uovo è la Via Lattea?
Che la padella è il nulla
e quell'olio quel che pensiamo?
Siamo fritti. Ti scriverò questo.
Se questo è un uovo...
