Ma che ti scrivo a fare?
Se lo facessi,
tatuerei ogni vituperio sul tuo avambraccio.
Cancellando quelle meschinità che ami.
Ti perdo in quella nebulosa
di felpa e camomilla
e i gomiti psoriasici affondati in un tavolo antico.

(Che fosse antico ce lo volevano fare credere).

Si scrive sul da farsi e sul fatto,
su un taccuino perverso 
che mescola la lista della spesa coi numeri,
poi qualche verso, 
poi ancora numeri di telefono.

Figli strappati come fogli troppo presto.
Su: dal camino.
E prima accartocciati, abusati.

Allarghi le narici con l'anello:
ma che vuoi che ti dica?
Che un uovo è la Via Lattea?
Che la padella è il nulla
e quell'olio quel che pensiamo?

Siamo fritti. Ti scriverò questo.
Se questo è un uovo...
Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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