Quand'alme e luci sono spente, sveglia
se' 'n roseo albeggiar d'insonne immago;
parmi al piovoso pianto fiacca e viva,
assetata d'amor e affetto e vago
desio ch'irradia ciò che'l cor ravviva,
come fiata in cui, per incantamento,
si spiaggia, nudo, su festosa riva.
Come stuol de l'audaci nauti intento
a liberare de la santa terra,
ardenti, sì vegg'io quel viso e sento
umile e altero l'obbligo alla guerra
che non volge nel fero accento 'l sangue
a l'arme, ma con maggior doglia atterra.
Armato priega e sì la speme e piangue:
"Madre delle Madri, di tua fattur
fattura, eterna morte e ciò che tangue
vita uman intendi quant'alte mur
che restano all'assedio del Felice,
son, imponenti e 'mpietose. Sì dur
è lo glorioso volo che si dice
esse'l miracol de la dolce vita ?
E par soave modo cui s'addice
pietà beata'l piangere smarrita;
or dunque come può cor che s'infama,
fedele a la segnor che l'ha accudita,
intonar divo canto che reclama
que l'unico convivio colmo e voto
ov'è l'Amor il pane onde si sfama?".
Qual fior, in pinte foglie, che di loto,
e pur ontato da cotan fanghiglia,
clarezza e purità non vende al moto
così che più resplende e al sol s'infiglia,
tal è'l ridente tuo e leggero volto
ameno e vivo e terso cui s'abbiglia
lo mondo ignaro e da buon fato colto,
ma ver, venduto e avaro e perso, Dite,
vorace e 'nsoddisfatto pur s'è vòlto.
Insigne Regia, quanto calma e mite
destasi fedel la face d'esse e alta
e grave e cara veste in speme vite
che lindo o lercio ogn'om eterno essalta.
Destati allor da que l'armata veglia;
in piedi, fera, mostra la ribalta
del desider potente che mai inveglia.
All'alba e 'n risi incanta a gui' di mago
i cuor torpìdi con un dolce: Sveglia.
se' 'n roseo albeggiar d'insonne immago;
parmi al piovoso pianto fiacca e viva,
assetata d'amor e affetto e vago
desio ch'irradia ciò che'l cor ravviva,
come fiata in cui, per incantamento,
si spiaggia, nudo, su festosa riva.
Come stuol de l'audaci nauti intento
a liberare de la santa terra,
ardenti, sì vegg'io quel viso e sento
umile e altero l'obbligo alla guerra
che non volge nel fero accento 'l sangue
a l'arme, ma con maggior doglia atterra.
Armato priega e sì la speme e piangue:
"Madre delle Madri, di tua fattur
fattura, eterna morte e ciò che tangue
vita uman intendi quant'alte mur
che restano all'assedio del Felice,
son, imponenti e 'mpietose. Sì dur
è lo glorioso volo che si dice
esse'l miracol de la dolce vita ?
E par soave modo cui s'addice
pietà beata'l piangere smarrita;
or dunque come può cor che s'infama,
fedele a la segnor che l'ha accudita,
intonar divo canto che reclama
que l'unico convivio colmo e voto
ov'è l'Amor il pane onde si sfama?".
Qual fior, in pinte foglie, che di loto,
e pur ontato da cotan fanghiglia,
clarezza e purità non vende al moto
così che più resplende e al sol s'infiglia,
tal è'l ridente tuo e leggero volto
ameno e vivo e terso cui s'abbiglia
lo mondo ignaro e da buon fato colto,
ma ver, venduto e avaro e perso, Dite,
vorace e 'nsoddisfatto pur s'è vòlto.
Insigne Regia, quanto calma e mite
destasi fedel la face d'esse e alta
e grave e cara veste in speme vite
che lindo o lercio ogn'om eterno essalta.
Destati allor da que l'armata veglia;
in piedi, fera, mostra la ribalta
del desider potente che mai inveglia.
All'alba e 'n risi incanta a gui' di mago
i cuor torpìdi con un dolce: Sveglia.
Commenti
"Quando cala la notte non riesco a dormire, perché è assillante l'immagine (insonne immago) di te che piangi a dirotto distrutta, ma al contempo piena di vita per quel dolore che stai provando. Ti fai trasportare dal dolore e dall'amarezza del pianto perché sei assetata d'un desiderio vago (perché non sai nemmeno tu se lo vuoi davvero) che irradia ciò che ravviva il cuore (il sorriso) come in quelle volte che, come per magia, sembra farsi trasportare soavemente dalle onde marine per spiaggiarsi delicato e felice sulla proda dell'Amore. Come i naviganti erano ardenti e audaci a liberare la terra santa (episodio tratto dalla Gerusalemme Liberata) così vedo quel tuo viso e sento il dover di combattere per te. E così, armato di speranza, la stessa comincia a piangere e pregare. Oh Madre... vita (La Natura) capisci quanto è difficile il momento che hai riservato a questa donna, capisci quanto sono alte le mura del dolore che resistono imponenti alla felicità. Eppur il suo modo di piangere sembra angelico. Come può un angelo che si macchia della presunzione dell'accusa, intonare un pianto così dolcemente divino che reclama quel banchetto della vita dove Amore è il pane onde si sfama? Come può una persona abbattersi e rimanere tanto alta? Come i fiori di loto, nonostante siano tipici di acque fangose, rimangono costantemente puliti, così è ora il tuo cristallino volto (e la tua anima) che rimane angelico e puro nonostante i vizi del mondo. Segue poi un incitamento a rialzarsi.
E armato priega e sì la speme e piangue= E cosi mi armo di speranza la quale comincia a piangere e pregare in questo modo; face= fiaccola; d'esse= dell'essere; face d'esse (il sole visto come la fiaccola dell'essere, la fiaccola che permette la luce e quindi la vita; inveglia= invecchia; a gui' di mago= a guisa di mago. All'interno della poesia si può capire il nome della mia cara amica. Lo so che può non importare, ma è piuttosto un modo divertente per analizzare DUE parole.
comincia a formarsi in essa un'immagine di te, un'immagine che sconfigge il sonno, e non mi permette di riposare. Mi appari distrutta, stanca e
allo stesso tempo viva ( perchè provare dolore è indice di vita ) sotto i colpi di un pianto, assetata d'amore, assetata d'affetto, e assetata di un
desiderio lontano che sai difficile possa esaudirsi ( vago desio - il ritornare insieme ) ma che ugualmente irradia ciò che ravviva il cuore ( il sorriso -
il pensarvi ancora insieme ti arreca afflizione e nostalgia, ma pensi sia l'unico modo per farti tornare il sorriso ). Irradia il tuo sorriso come la volta
(fiata) in cui, come per magia, il cuore stesso si spiaggia sulla festosa e ridente proda dell'Amore.
Come lo stuolo dei naviganti audaci e intenti a liberare Gerusalemme ( Episodio della Gerusalemme Liberata - i naviganti appena vedono la Terra Santa
provano al contempo due emozioni, vogliono abbassare la testa quasi per timore reverenziale, e tenerla alzata per il loro grande orgoglio e fervore religioso ), allo
stesso modo osservo quel tuo viso e sento, umilmente e allo stesso tempo orgogliosissimo, di dover combattere per te,combattere per renderti felice. Infatti
è una guerra che non sarà raccontata nelle leggende, nei racconti, nei miti con il suo tipico tono epico ( fero accento ), non porta il sangue che macchia
le armi a volgersi in fiero accento, è un altro tipo di guerra, una guerra per renderti felice, e che fa star male e uccide nel caso non fosse vinta.
Armato soltanto di me stesso e di speranza, la stessa comincia a piangere e pregare in questo modo :" Oh Madre delle Madri ( la Natura ), che sei il continuo
risultato di ciò che crei, figlia di te stessa, tu che sei eterna morte e al contempo tutto che tocca la vita dell'uomo, quanto hai reso alte le mura imponenti e impietose del dolore che impediscono la Felicità di entrare e invadere la mia amica !! E' tanto duro quel glorioso volo che si dice essere il miracolo
della dolce vita ? ( Perchè lei hai riservato questi patimenti ?? )
Eppure il suo piangere sembra quello di un angelo, piange in un modo a cui si addice la pietà beata degli angeli; quindi come può un cuore che si affligge,
si infama ( si incolpa da sè, pensa sia tutta colpa sua ), fedele alla signora che l'ha accudita (la vita - cioè fedele agli insegnamenti che la vita le ha
impartito ) intonare un pianto tanto delicato, un pianto che reclama il convivio ( banchetto ), il banchetto della vita dove l'Amore rappresenta il pane di
cui si sfama ?
Come il fiore di loto dalle foglie variopinte che, nonostante sia sporcato da tanta fanghiglia, resta perennemente pulito evitando alla chiarezza e alla
purezza di abbandonarlo così da risplendere al sole sempre più, in tal modo il tuo volto, del quale il mondo si veste ignaro di questa fortuna,
resta eternamente ridente, ameno ( piacevole alla vista, divertente ),terso (cristallino), nonostante viva in un mondo venduto, avaro, perso, vorace e
insoddisfatto, propenso al peccato.
Insigne Regia, quanto calma e mite si desta fedelmente, ogni giorno, la fiaccola dell'essere ( la fiaccola della vita - il Sole ), e alta e severa e cara
veste le nostre vite di speranza che nel bene o nel male ( che lindo o lercio ) esalta in eterno ogni uomo !
Allora destati da quella veglia d'armi ( ogni vassallo per diventare cavaliere doveva trascorrere l'intera notte in preghiera - questa procedura si chiamava
"veglia d'armi" ); Alzati in piedi, mostra a tutti, fiera, la ribalta dei tuoi sentimenti, di quel desiderio d'amore che t'infiamma e che non invecchia mai.
Alzati in piedi e permetti al mondo di guardarti negli occhi e conoscere il tuo dolore e la tua esperienza. E all'alba incanta i cuori torpidi in
dolci sorrisi a guisa di mago ( come un mago ) con un dolce :"Sveglia".