"Scrivi col sangue: ed apprenderai che il sangue è spirito!"
così parlò Zarathustra, in un impeto di pietà verso il lettore.
Cammina, corri, vola leggero, e Dio si servirà di te;
impara a danzare, ebbro e in condizione estatica,
e ridi, e sorridi, e abbandona il tuo spirito di gravità.
L’Uroboro ci chiarirà la ciclicità del tempo,
ci parlerà dell’infinite vite di già vissute
e delle infinite vite ancora da vivere.
Sarà l’eterno ritorno dell’uguale,
l’apocatastasi, la conferma che conduce
all’Oltreuomo, ad una nuova epoca.
Sarà una dolorosissima presa di coscienza,
un coraggioso "dire di sì" allo spirito dionisiaco,
al delirio mistico e all'ebbrezza,
all'impulso vitale che conduce alla creatività;
l'accettazione senza remore
e l'abbandono completo al flusso della vita.
E saremo i creatori di nuove possibilità esistenziali,
e giocheremo liberi dalla storia e dalla cultura,
fino a capire che è la vita stessa a non avere un senso.
Così, ingenuamente, squarceremo il velo di Maya
illudendo le nostre anime di essere distinte dal tutto,
per poi liberarci dal continuo ciclo di morte e rinascita.

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