Ti cerco dove si dovrebbe cercare la vita
ma ti trovo nel ballon del bordeaux,
nelle note violacee del vin du Roi
e fra le bolle dell’ultra brut:
nuda, vulnerabile, sola.
E poi ti vedo piangere,
stemperata dal laudano
in un distillato d’assenzio,
avvitata come tire-bouchon
alla leggerezza dell’essere.
Sei proprio tu, Madame,
quella che inseguo
da sempre,
che invidio
e che aspetto:
la donna che forse
mi libererà dai ceppi.
