Attraverso la finestra sul mare, è il suono il panorama,
e a marzo sono note dolci, che riscaldano i colori:
lo sa il vento, e lo sanno anche le geometrie del sale.
Ma lo sappiamo tu ed io, che se schiudo il pugno,
la mia mano parla come una conchiglia spiaggiata,
e che ci sarebbero risposte in quei suoni strozzati,
se la mente potesse imprimerli nella memoria.
C'è amore indotto nell'altalena scirocco-maestrale,
in questa sospensione di profumi e fragranze antichi,
nello scoglio che riaffiora dall'inverno, e poi secca,
regalando la vera essenza del mediterraneo.
Io lo vedo, lo sento, lo respiro, e provo a capirlo:
alla fine parliamo della stessa balorda solitudine.

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