riprendere in mano il fuoco
Servirebbe!
Servirebbe

Non favellare
Trattieni parole che vorrebbero allagare,
Tracimare dagli argini
Del tuo sentimento profondo
E riportare a galla, il tuo Io,
La tua essenza .
Non buttare sulla piazza come sei,
Nessuno raccoglierà le tue carte
Sparse al vento,
E ne farà un vanto per sé,
Né le elevera' ad esempio di purezza,
Né le custodira' nel suo cuore.
Muta.
Non sciogliere i nodi
Che travolgono la tua bocca
E non chiedere nulla,
Né al cielo, né al mare,
Grande è il tuo cuore,
E a te può bastare.
Quel briciolo d'attimo
In cui tutto è poesia.
Ebbrezza dei sensi
Che prendono il sopravvento
Sulle tue montagne di ragioni.
Cancellare il passato,
Coprire il futuro, vivere
Solo il presente in un volo,
Strappare dal cuore le antiche radici
E credere di essere felici.
Vorrei un'eterna alba di luce,
Che dentro riscalda come voce,
Vorrei, un anima ,
Sospesa tra sogni e certezze
E trarne tutte le bellezze.
Respirare profumi,
E poi forse tornerei alla realtà,
Consapevole,
Come un guardiano alla sua torre,
Che l'insana pazzia
È la cosa più bella che ci sia.
Respiro, per un attimo, la follia.
Parole e wurstel di pollo grigliati all'obitorio.
Sei come il barattolo di grasso,
unto della lingua di bue.
Sei come sei
senza l'elastico dei boxer malati di rabbia.
Usi la tua colt
con pallottole mie,
spari spiedini alle feste dei boy scout.
Mezzogiorno col fuoco delle trattorie,
chianina al sangue.
Sei come sei
quando ti muovi nel seguirmi.
Oggi non ti vedo più,
come ieri
come mai
come un carro disarmato trainato da cinghie usate.
Sei pezza straccia
nel fondo della borraccia.
Chips and chops
alla fermata del jet.
Un pieno di cherosene
mentre fumi il tuo labbro
mentre batti come un fabbro.
Sei come sei
nell'incudine di marsh mellow.
Sei come Clark Gable
senza vento.
Via da me
rimani solo con te.
Sei come la frangia dei miei stivali
prendi pezzi di pelle insieme ai tuoi finti compari.
Sei come sei.
Io sono come sono,
sopra di te
a una spanna dal cielo
sopra la tua faccia di marcio melo.
"Sono un ribelle dentro e sempre lo sarò,
cammino solo nelle valli,
parlo ai morti,
gioco con i vivi.
Sono quello che sono ribelle sotto la pelle"
E ricamano il terreno,
Radici corrono e arrivano nel profondo.
Sono mani protese, senza attese
Sono teneri filugelli ciechi e bianchi
Si attaccheranno ai tuoi fianchi
Porteranno sconcerto
E tenace sarà la loro presa.
Le tue foglie dal cuore velenoso
Macchieranno quel che resta
E nessuno capirà le tue gesta.
Persi vanno i pensieri
E niente sarà più come ieri,
Solo i tuoi fiori in boccio
Saranno sollievo,
Leniranno con il loro profumo
Tutto quello che presto andrà in fumo.
ombre fameliche congelano il negativo
fermo immagine trasparente
sfuocato, senza obbiettivo
nel grandangolo del nulla
negando alla ragione la pietà
un triangolo d’illusioni
trasvola deserti di fantasmi
gocce di luna
bagnano il tempo
macinando la speranza
una catena di montaggio
in onde corrose
dalla sete del potere
insegue occhi intrappolati
in un’ellisse impietosa
pennelli impazziti
sfumano i colori dell’arcobaleno
in un mare di bocche assetate
aggrappate all’onda della speranza
musica stonata
segna i margini della vita
la morte affamata
mastica scheletri spolpati
dov’è la ragione
dov’è la pietà
l’egoismo abbracciato alla fine
tombe indegne nascoste in letti di vergogna

E cominci a dissertare
tra onde ed aria
come figura plenaria
che dirige la sua conferenza
avviandomi
tra irte punte di scogli
dedite a ferire e lacerare,
a soffocare il lievito felice
delle mie giornate,
a diffondere ombre
che gravitano sul mio sole.
Tu sei sillaba scevra di luce
dedita a distruggere
il mio incanto vitale
con discorsi impigliati
nella tua logica matematica
atti a creare crepe
dentro la mia anima
in una continua recidiva
che non si rigenera mai
perché la tua ultima parola
è sempre
gelido vento di libeccio.
accendi gli animi
sono la rabbia,
sorda ad ogni preghiera,

ululo alla luna .
Roca e cattiva
la mia voce rapace
ghermisce brandelli,
e lacrime e carne
a saziare il mio pasto.
Guardami sono la rabbia,
e ballo sul tuo corpo ormai stanco.
Un giorno, e un altro ancora,
il mio cuore non sente dolore,
ti lascio infine,
senza rimpianto.
E ti accorgi
che niente e' più come prima
tutto e' cambiato
tutto e' diverso.
sulfuree anime che vibrano
nel grigiore del mattino.
seppelliscilo il tuo animo
sotto macerie di parole
che alla fine non dicono nulla.
sei silenzio
sei dolore.
ti dibatti per uscire
da una trappola di fango
che ti fa sprofondare.
urli ...urli...urli
ma nessun suono uscirà
da questa bocca
che assomiglia ad un fiore.
scaricati nelle remote
nella facile dimora.
come sta la verità

non é regolare ala gramatica
Se non sapiamo scrivere.
ma sapiamo tatuare il cuore
in foglio di carta.
Tuto quelo che vogliamo
esprimere noi stesi...
E pure anche se qualcuno
fa gli erori gramaticali
non rispeta la metrica
ma rispeta se steso
nell'intentenzione
del cuore.
A giá scritto tuto al cielo.
le tenebre
muoio anche di giorno
collaborando col sole.
Mi cinge il dolore
più la presa non molla.
Esistere, esistere anche nel vuoto
ma la vita non ti accetta.
La maschera non puoi deporre
in questa società ove tutto è teatro.
Nessuno vuol leggere
nello scrigno
libera son io
anche di mostrarmi debole e fragile
da quando Lui
col suo sguardo più non mi abbaglia.







