Raccolta sotto i neri tassi del giardino
che fanno ombra alla mia tristezza,
ho tolto gli abiti dimessi
tenuti inconsciamente
nel tempo dei deliqui
e delle prevaricazioni
a me concesse con grande veemenza
e crudeltà.
M'hai amata a modo tuo
e a tempi alterni,
m'hi maltrattata e bistrattata
come animaletto inerme
che hai seviziato con grande crudeltà.
Ho pianto lacrime di sale,
sangue ho versato
per i tuoi maltrattamenti disumani
portatami a morenti deliqui
d'inadeguata e persa dignità.
T'amai ed inconsciamente t'amo ancora
ma son lucida e distante
e quando spunterà il livido mattino
troverai il mio posto vuoto nella tua alcova
che prigioniera e succube d'amore mi tenne a lungo
ostaggio della tua follia e crudeltà.
La speranza ormai s'è spenta,
non arde più scintilla che illumini la via,
m'opprimono funebri cristalli su bara gelida
frementi di tenebre pesanti.
I tassi chiudono il cerchio di morte e vita,
stanotte spero
m'indirizzeranno verso la mia giusta meta
che sia forierà di degna serenità
che bramo come ossigeno anelante
a riacquistare la mia perduta dignità...
Stanca di subire,
di sopportare,
di non poter parlare,
di non poter dire
quello che mi passa in testa.
Sono stanca di non
essere considerata,
di non aver la libertà,
di esser costretta,
a fare sempre ciò che non mi piace.
Stanca di non esser capita,
stanca degli incubi notturni,
degli occhi che bruciano,
stanca di un
passato pesante.
passato pesante.
Voglio ritrovare me stessa,
voglio ritrovare
il mio dolce respiro,
nel blu del cielo
coperto di nuvole nere.



Il cuore
ha urlato
a perdifiato.
Ha espanso
ne l’aria
pesante,
glaciale
un’angoscia,
un patema.
Il cuore
ha sgolato
disprezzo.
Nessuno…
pur vede,
il soffrire,
il patire,
un fratello
ferito.
Il cuore
ha rotto
il silenzio.
Orecchie
assorde,
han sprancato
le porte
de l’incoscienza,
del disonore.
Il cuore
ha pianto
per vergogna.
Le stille
han battuto
‘na pietra,
scorrendo
in un fondo…
incolto.
Altro tempo
un fiore
ha sbocciato.
Un profumo
ha diffuso.
Chissà…
Forse l’olfatto
del globo
or, sempre annusa?
Altro tempo
il cuore
ha pensato.
Altro tempo
‘no sfiatarsi
ha convinto?
Altro tempo
l’umano
ha trovato…
Il felice?
Jim
Jim
Il re del sound
Del rock anni 60,
anni di fermento,
di lotte,
di movimenti culturali
di beat generation;
Morrison un po’
Un dio dionisio,
sfrenato,
baccante,
senza inibizioni,
eccessi e libertà,
un nuovo Dionisio,
tra genio e autolesionismo,
talento e maledizione.
Kerouac Kerouac,
il lungo cammino per la libertà
il libro dello scrittore,
on the road,
una ricerca mistica,
quasi religiosa della libertà,
di se stessi,
di un modo migliore di vivere,
fuori dagli schemi e dal
sistema,
una ricerca sofferta,
spasmodica,
cruenta incasinata,
tra viaggi,
sbronze,
momenti di solitudine e confusione,
in cui ,a volte,non si ha altro da offrire,
se non i propri dubbi e l’incertezza;
una ricerca di libertà,
di spazi liberi,
di poter scegliere da soli.
Libertà.
il lungo cammino per la libertà
il libro dello scrittore,
on the road,
una ricerca mistica,
quasi religiosa della libertà,
di se stessi,
di un modo migliore di vivere,
fuori dagli schemi e dal
sistema,
una ricerca sofferta,
spasmodica,
cruenta incasinata,
tra viaggi,
sbronze,
momenti di solitudine e confusione,
in cui ,a volte,non si ha altro da offrire,
se non i propri dubbi e l’incertezza;
una ricerca di libertà,
di spazi liberi,
di poter scegliere da soli.
Libertà.
Fuochi e libertà,
innovazioni inconsistenti e instabili.
Piste di aggiornamento,
belle storie,
partecipazione, coesione,
e fuorionda a più non posso.
Ordina il potere:
il perseguire, il trasformare,
il creare dolci transiti,
e ritmate prospettive.
La sua, è promessa fedele
a un benessere insincero...
... e l'infelicità dell'Eros!
La sua, è promessa fedele
a un benessere insincero...
... e l'infelicità dell'Eros!
E’ sempre in onda
la sua più smisurata presunzione…
la sua più smisurata presunzione…
…miscela perfetta, per ricavarne vantaggi , e libero gioco!


Verso spiriti nuovi, più forti e sicuri,
devono tender le speranze
Oscurare, presto questo medioevo,
l’orrenda, millenaria mentalità
che non sà costruire strade.
Verso nuovi condottieri
dobbiam tendere lo sguardo
per preparare grandi rischi
e totali tentativi di nuova disciplina
contro ogni gratuita violenza
o altra forma di regresso e offesa.
E’ sicuro…certo!
Verso spiriti liberi e sinceri
deve tendere il pensiero,
capace di scrutare ogni orizzonte
e tutte le poetiche altitudini.
Assolutamente! E inesorabilmente!
Tendere, le nostre mani
verso nuove mani libere e creatrici,
che creino volontà
contro “l’assurdità dei molti".
Assurda forma... ultima, di questa storia,
col suo pericolo tremendo
di giungere e fallire
nella più misera sozzura…
La terra è stanca… reclama nuovo senso,
un nuovo Uomo!


Quest’uomo …
...nell’oggi della dissoluzione,
...nell’oggi della dissoluzione,
che va conoscendo le più mescolate razze,
impulsi, metri e antitetici giudizi,
che lottano l’un l’atro
e raramente fanno pace.
Quest’uomo,
con le sua luce fioca,
con le sua luce fioca,
e ormai senza più l’uomo;
cieco, nella sua grande guerra
che è solo con se stesso,
e, che, se stesso è…
…Quest’uomo,
con i suoi principi ormai a brandelli,
con i suoi principi ormai a brandelli,
col suo unico amore
per la più quieta distensione
per la più quieta distensione
e la tranquillità mediocre.
Sempre in attesa avida
del più pigro riposo,
Sempre in attesa avida
del più pigro riposo,
ansioso anelito al sabato salvifico:
misera pretesa,
misera pretesa,
d’autoinganno ed illusoria pace.
Povero questuomo!
Povero questuomo!
Nell’epoca della bugia,
di nere pieghe e trionfanti mali,
strano incantesimo dell’inffiacchimento:
egli, non comprende la guerra contro sé!
egli, non comprende la guerra contro sé!
Inorridita, invoco …Voluntas!

L’errore di cui mi pento è l’aver sbagliato dio.
Quando mi hanno parlato del dio dei lebbrosi
o degli emarginati e di quello dei misericordiosi
forse avrei dovuto prendere il cappello e dire addio.
Perché ora che mi ritrovo sul palco di questo teatro
con una pallottola nello stomaco e l’altra nel cuore
ho capito in un lampo che c’era un dio del rancore
nascosto nella sala che mi ha sprofondato in un baratro.
Il dio degli assassini in nero e della dura sorte
dei kalashnikov assordanti e dei passamontagna
delle lame affilate e delle granate di montagna
delle preghiere recitate come litanie di morte.
C’era un riff di vita prima degli spari
e chitarre blues lancinanti con giochi di luce
Ora solo lamenti nel buio e odore di brace
vite spezzate o deragliate su oscuri binari.
L’ultimo attimo di silenzio può servire a capire
cosa è davvero successo e dov’è infine l’uscita
quale è il dio che mi aspetta a festa finita
e se potrà esserci ancora un altro concerto da sentire.
Quando mi hanno parlato del dio dei lebbrosi
o degli emarginati e di quello dei misericordiosi
forse avrei dovuto prendere il cappello e dire addio.
Perché ora che mi ritrovo sul palco di questo teatro
con una pallottola nello stomaco e l’altra nel cuore
ho capito in un lampo che c’era un dio del rancore
nascosto nella sala che mi ha sprofondato in un baratro.
Il dio degli assassini in nero e della dura sorte
dei kalashnikov assordanti e dei passamontagna
delle lame affilate e delle granate di montagna
delle preghiere recitate come litanie di morte.
C’era un riff di vita prima degli spari
e chitarre blues lancinanti con giochi di luce
Ora solo lamenti nel buio e odore di brace
vite spezzate o deragliate su oscuri binari.
L’ultimo attimo di silenzio può servire a capire
cosa è davvero successo e dov’è infine l’uscita
quale è il dio che mi aspetta a festa finita
e se potrà esserci ancora un altro concerto da sentire.
Non hai più il tuo centro,
oh, mio unico Universo!
Ogni i sostanza si è disciolta nella relazione,
le identità non hanno approdo,
e le inutili cerimonie dell’io.
Irripetibile,
mio unico Universo,
mio unico Universo,
sei ormai quasi infrequentabile!
Si dissolvono i significati
e incontrollabili divengono i processi…
Come?
Come?
La via di fuga, l'agognato approdo?
Urlo:
La lotta! La lotta!…
Non vi è niente di peggio
Non vi è niente di peggio
di questa orribile decisione…funesta!
Calunniatrice, avvelenata, dannosa
di tutta l’ostilià contro la vita .
Non guardi bene tu che m’assomigli?
Han preparato tutto
i nuovi profeti del perire:
i nuovi profeti del perire:
ovunque vedo una sorta d’isteria,
l’attenzione alla rovina,
e quel raro uomo che parla di avvenire
è forse cattivo o quasi stolto…
Urlo:
Urlo:
….Ecrasez l’infame!

Stanco in attesa delle stelle
accetterò la sfida del silenzio
il silenzio di questa notte
che racchiude ogni mia paura
e sfiderò ancora i ricordi
che nel loro muto planare
piegano l'anima mia
figlia della solo speranza
e sfiderò le onde del mare
cavalcherò tutte le tempeste
finché all'arrivo del mattino
sarò io l'unico vincitore.
accetterò la sfida del silenzio
il silenzio di questa notte
che racchiude ogni mia paura
e sfiderò ancora i ricordi
che nel loro muto planare
piegano l'anima mia
figlia della solo speranza
e sfiderò le onde del mare
cavalcherò tutte le tempeste
finché all'arrivo del mattino
sarò io l'unico vincitore.
Quando eravamo giovani,
era tutto diverso,
era differente,
qaundo eravamo giovani,
eravamo liberi,
e tutto
era semplice,
chiaro e diretto,
la salute era sicura,
e i problemi non molti;
quando eravamo giovani,
non avevamo pazienza,
e tutto sembrava ingiusto e
insopportabile;
dove sono quei tempo,
quegli anni di rabbia,
di malessere,
di ribellione,
eravamo giovani,
giovani.
era tutto diverso,
era differente,
qaundo eravamo giovani,
eravamo liberi,
e tutto
era semplice,
chiaro e diretto,
la salute era sicura,
e i problemi non molti;
quando eravamo giovani,
non avevamo pazienza,
e tutto sembrava ingiusto e
insopportabile;
dove sono quei tempo,
quegli anni di rabbia,
di malessere,
di ribellione,
eravamo giovani,
giovani.
Ribellione musicale
Eli stà chiusa nel suo abbaino,
e non parla con la gente;
se anche parlasse,
nessuno l’ascolterebbe,
se anche lo facessero,
nessuno
poi la capirebbe;
ed allora passa le giornate intere,
ad ascoltare,
le varie band musicale;
da qualche tempo,
c’è una musica nell’aria,
c’è un vento nuovo,
è la ribellione,
è la contestazione
a questo sistema,
a questo mondo schifoso,
ribellione,
ancora ribellione,
che ti dice,
di mollare le menate,
e di metterti a lottare,
anche s e ti sono tutti contro,
e dormono tutti
e hanno il cervello corto,
e la massa,
si accontenta sempre,
e vive nella stupidità
e l’ignoranza,
e seguono il gregge,
delle idee altrui,
e delle mode dei potenti,
che ci vogliono tutti deficienti
e con pochi pensieri,come bestioline.
Musica ribelle,
ribellione,
a tutto questo,
me ne frego,
e non seguo il carrozzone,
stò fermo o vado via,
e vivo la vita mia.
Eli stà chiusa nel suo abbaino,
e non parla con la gente;
se anche parlasse,
nessuno l’ascolterebbe,
se anche lo facessero,
nessuno
poi la capirebbe;
ed allora passa le giornate intere,
ad ascoltare,
le varie band musicale;
da qualche tempo,
c’è una musica nell’aria,
c’è un vento nuovo,
è la ribellione,
è la contestazione
a questo sistema,
a questo mondo schifoso,
ribellione,
ancora ribellione,
che ti dice,
di mollare le menate,
e di metterti a lottare,
anche s e ti sono tutti contro,
e dormono tutti
e hanno il cervello corto,
e la massa,
si accontenta sempre,
e vive nella stupidità
e l’ignoranza,
e seguono il gregge,
delle idee altrui,
e delle mode dei potenti,
che ci vogliono tutti deficienti
e con pochi pensieri,come bestioline.
Musica ribelle,
ribellione,
a tutto questo,
me ne frego,
e non seguo il carrozzone,
stò fermo o vado via,
e vivo la vita mia.
Masaniello è qui,
Masaniello
È tornato;
sono io,
sono quà,
e scusate ho fretta,
il popolo aspetta;
per la gente sono solo
il matto,
il pazzo;
ma io vado avanti con
la mia guerra,
non mi arrendo e mi ribello,
e faccio quello che mi và,
e non sono sclerato,sono pure diplomato,
e sono strano,
e stravagante,
per rivolta,
al sistema imperante;
e lo dico elo scrivo,
in una poesia,
perché tu
legga,
della lotta mia,
e del dolore
della vita mia,
in un mondo
di cattiveria e di apatia.
Masaniello
È tornato;
sono io,
sono quà,
e scusate ho fretta,
il popolo aspetta;
per la gente sono solo
il matto,
il pazzo;
ma io vado avanti con
la mia guerra,
non mi arrendo e mi ribello,
e faccio quello che mi và,
e non sono sclerato,sono pure diplomato,
e sono strano,
e stravagante,
per rivolta,
al sistema imperante;
e lo dico elo scrivo,
in una poesia,
perché tu
legga,
della lotta mia,
e del dolore
della vita mia,
in un mondo
di cattiveria e di apatia.







