È qui, dove il piccolo poeta è morto
È qui, dove le luci della città si son spente
Il lento cadere di fiocchi di neve non lascia tracce, questa dipartita dal mondo ha reso tutto silente.
È qui, la gente si riunisce, quasi a sostenersi da un vento gelido, che questa morte nulla può, a chi ha scelto la libertà.
È propio qui, dove il piccolo poeta è morto
si susseguono i giorni.
Inarrestabili
e implacabili
nel loro divenire.
Sembra solo ieri
che sognavo
traguardi impossibili,
lontani nel tempo.
E quali vittorie
quali trofei
ora giunto, mi aspettano?
Solo il voltarmi
e gioire...
O morire di ricordi!
Di là, dove morire pare l’onda,
l’orizzonte che vedo ma non tocco
mi chiama, mi richiama, mi reclama.
Vorrà forse raccontarmi il tempo
di quando lo inseguivo a piedi nudi
scagliando sogni a ripetizione.
Ed or che mi vorrebbe tra le mani,
incredulo coltiva antica speme
nel mentre io non sono stanco,
non mi fermo.
La musica è la mia medicina
quando sto male mi risana
quando io mi sento solo
lei mi sta vicina.
La musica accende la mia mente
quando io mi sento spento
lei per me è il sole
che entra nel mio cuore.
Ascoltarla per me è essenziale
perché mi aiuta a migliorare.
il sole non riesce a scaldarmi,
la pioggia non mi bagna come prima.
Sottosopra, disordine perfetto.
La notte e solo la notte comanda.
Ed è allora che vivo mi sento
nell'attesa di quell'alba capace
di consegnarmi come essa mi vede
al lungo giorno che tutto contempla,
affanni inclusi che oggi rifiuto.
attraversa l'orizzonte
a est, verso il mare.
Un cielo dopo l'altro,
disegna il nuovo mattino,
sopra i tetti delle case,
di tutte le cose
e le chiome degli alberi.
Arranca lentamente il Sole,
dipingendo d'aurora
il volo degli uccelli,
tra le nuvole accese
e la scia di un aereo
che lontano... se ne va.



