“Sia questo dì (di tal calura intriso…)
ciò che sostien e a nostra sorte è sponda,
possa sì forte e giammai ne sia liso
l’animo tuo restare in cresta d’onda…!”
Ecco, or ti sembra d’esser sempre ad oggi
quando nei cuor di chi ti volle abbonda
Amor che or vedi come cresca e alloggi
in quei in cui mani la tua testolina
senza poter or lasci che s’appoggi…
D’acqua e mister per te così piccina
ne sia lavata ed in tal guisa intrisa
sì che si pensi che or sei più vicina
a Chi può tutto e bontà non travisa !
…Fur di poi giorni, mesi e poscia anni,
tempo ne fu, finché arrivò improvvisa
l’età leggiadra che di pene e affanni
burla si fa, e come fior di campo
non conoscendo tristezza e malanni
petali schiude senza alcun inciampo.
Or però tutta sei così compresa,
come se vita fosse proprio un lampo,
in chi pensotti pria che fossi arresa
a veder luce e a lasciar quel refugio
poi che del mondo la verde distesa
compenetrotti senza alcun indugio.
Lascia che sia chi di te fé progetto
e uscir ti fece da quel tuo stambugio
(dove in buior e in quello spazio stretto
si riformò dal sempiterno fonte
principio e vita d’ogni bel visetto…)
quel che sostiene, guida e si fa ponte
fra te e il tempo di chi si è affacciato
di vita e mondo sul grande orizzonte
pria del tuo viso così bello e amato !
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