È la propria durata, che rende anche il mio silenzio un suono:
a questo penso, da sotto l’ombra dell’albero dei paternostri,
mentre sputo involucri di semi di girasole e noccioli di olive.
Senza paura rivolgo i miei sogni al Signore, le mie speranze,
le mie paure, le preghiere più intime, i miei tanti mali incurabili,
e poi gli parlo di Giuda, della folla coi bastoni, del Getsemani,
del monte Har HaZeitim, delle drupe giallo oro del mio rosario.
Così nella mia estasi ho conosciuto la fede, il profeta Ezechiele,
e sono stato rincuorato dalle sue profezie, dal tetragramma,
anche se in realtà non ho potuto non cedere, al soffio della vita.

Commenti
charlie
L'uomo è uomo, e fatica nella costanza e nel rigore...è comunque fondamentale ritrovarsi nell'armonia dell'universo.
Complimenti.
Charlie