Si innalzano strinando l'appisolato orizzonte
biancazzurro sfocato e vapori dorati di borotalco
terse creste; pulsa il cuore del cielo.
Il soldato caduto e senza più sangue caldo,
senza scudi, si trascina senza "ma" dovunque;
decida il braccio titano del mare. Od un sasso senza moto,
litigato e strattonato fra le correnti intrecciate.
L'anima intanto incastrata in un eterno groviglio,
una sfera: di rami secchi e marciti, impigliati
fra erbacce verdeggianti cresciute sulla sponda di un fiume.
COMMENTO: NELLA PRIMA STROFA, LE ONDE DEL MARE RIESCONO A TOCCARE L’ORIZZONTE ED I RAGGI DEL TRAMONTO, INNALZANDOSI. IL COLORE DELLE ONDE E’ TERSO, MOLTO SIMILE AL BIANCAZZURRO DELL’ORIZZONTE: LE DUE COMPONENTI QUINDI SI FONDONO E, CON L’AGGIUNTA DEI RAGGI DEL SOLE, SEMBRA CHE IL CIELO COMPIA UN MOVIMENTO E MOSTRI UN CENNO DI VITALITA'’, SEMBRA CHE PULSI. LA STROFA RAPPRESENTA L’INESTINGUIBILE FORZA DELLA NATURA, ANCHE QUANDO IL SOLE TRAMONTA.
LA SECONDA STROFA RAPPRESENTA L’UOMO CHE NON PUO’ CONTROLLARE LA PROPRIA VITA, MOSSO COME UNA PEDINA DAL BRACCIO TITANO DEL MARE (IL DESTINO) E LITIGATO FRA LE CORRENTI INTRECCIATE (LA SORTE). L’UOMO NON MOSTRA MOVIMENTO, E’ COME MORTO (SENZA SANGUE) DI FRONTE A FORZE DI GRAN LUNGA SUPERIORI A LUI.
NELLA TERZA STROFA VI E’ L’ANIMA INTRAPPOLATA IN UNGROVIGLIO: LA MORTE, RAPPRESENTATA CON I RAMI MARCITI E SECCHI, RIMANE IMPIGLIATA NELLA VITA, MISERA COME LE ERBACCE VERDEGGIANTI CHE CRESCONO SULLA SPONDA DEL FIUME (IL TEMPO).

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