Che non fosse un’illusione lo sapevo,
quando l’immagine della mia forma
non comportava più desiderio o angoscia,
ma uno stato confusionale e basta.
E forse ero sul punto di addormentarmi,
discordante come la mente e il corpo,
quasi incosciente, quasi atonico:
lucido, freddo, coerente
come un richiamo
al primo trauma vissuto.
Lo immaginavo che fosse lei,
la paralisi del sonno,
la percezione senza stimolo:
ma non è niente,
non aver paura, amore,
è solo il mio io che anche oggi
non tarda a svegliarsi,
per raggiungere
il tuo.

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charlie
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