“Je suis desja d'amour tanné, ma tres doulce Valentinée…”
Venticinque anni di prigionia
e chissà quante poesie,
quante valentine
hanno percorso
la lunga strada
che dal dentro
porta al fuori-
Chissà. Chissà.
Tu eri lontana,
Milady,
quando io
baciavo la carta,
quando la carne
era fredda
e il cuore
nobile.
Milady, pensaci:
sono stato Cupido io,
il tuo Amorino,
il bambino che ti scriveva
delle sue ali sulla schiena,
del suo arco e delle frecce,
e che adesso
è più solo che mai.
Stringila forte ti prego,
quella mia vecchia lettera;
lascia entrare la notte,
e ancora una volta
verrà San Valentino.
Poi ricorda di noi
della nostra promessa:
ché se l’amor
non sarà più cortese,
gioioso e pieno,
come potremo allontanarci
ancor riconciliati?
Dovrò aspettar l’epilogo
allor io,
questo ho capito,
la fine dei Lupercali
e la notte di San Faustino.
Non credo che ci sarà un angelo
al mio capezzale,
o che tu vorrai chiedergli
di non essere mai più
separata
da me.
Sarebbe la morte,
hai detto,
quella che io
chiamo rinascita.

Commenti
...un grazie particolare - in questo caso - per aver dato vita alla notte di San Faustino (patrono della mia città, Brescia), che cade il 15 febbraio, il giorno dopo il celeberrimo San Valentino... Ciao!!