Scrivo delle strade dell'alba
già vaporizzate da veleni variabili
per i miei occhi lacrimanti
da sempre più adatti alla notte.
Scrivo per i miei desideri alcolici
stupidi almeno quanto me.
Per il sesso rubato al tuo sonno,
per la tua infinita pazienza
mentre sopporti un vecchio
che avrebbe preferito chiudere
molto prima la partita.
Scrivo per l'autobus che non si ferma
per la gente che cambia marciapiede,
per il mio stomaco incivile,
per la scala della vecchia chiesa
dove mi stendo quasi ogni mattina,
prima dell'Inferno giornaliero.
Scrivo per la mia casa,
per le sue pareti di ferro e pietra,
per la sporcizia sul pavimento
per la carta ammucchiata
che incita, la mia mente analfabeta,
a succhiare le mie ombre.


Commenti
Abner
Ciao Elisa
saluti cari
Abner
Ma c'è lo sfogo della scrittura che semba apra un varco: anche le ombre sul foglio possono essere già tanto, un inizio!
Piaciuta, tanto. Ciao...
un saluto caro
Abner