Non sei un porto sicuro
e le tue acque profonde
hanno il suono dell'oscurità.
Del resto io non sono una nave
ed assomiglio più ad un naufrago
di qualsiasi maledetta speranza.
Non ricordo di aver gettato ancore
se non raramente, credo,
quando ho visto morire
e decomporsi nel nulla dei ricordi
periodi troppo a lungo vissuti.
Non possiedo lacrime
e quello che potevo perdere
si trova già ai lati delle molte
strade percorse e dimenticate
per sopravvivere.
Della sorella felicità
sono stato e sono un amante
che conosce bene l'importanza
degli attimi di colore intenso.
Non ho paura della tenerezza
portata dal tempo che invecchia
né della complicità dei corpi
che si amano senza possesso.
Si tratta ora di sapere
se le tue onde giovani e selvagge
e un vecchio legno bruciato
dal sale che brucia la faccia
possano pensarsi...insieme
per l'infinito futuro...
fosse anche un solo attimo.

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un abbraccio
Abner