Quando eri una bambina capricciosa
che sfidava la portanza del vento
(come la forma di un aquilone),
io non sapevo che farmene
dei tuoi due angoli diedri
e di quel lungo filo
che ti poteva
salvare.
Però
ti volevo
parlare di me
e dell’inutilità
di lanciarsi
in audaci
voli subsonici.
Quando ero piccolo
come un aeroplanino di carta
(in balia dell’imbardata e dello stallo),
tu non lo vedevi quale rischio mi assumevo:
e neppure potrai capirlo oggi, da grande,
che se non fosse stato
per la brama di raggiungerti,
mai e poi mai avrei assaggiato
(nel mio transito verso il giogo)
quel breve sorso di libertà,
quell’unico raro brivido
che nessuno può
ignorare.

 

 

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Profilo Autore: Charlie  

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Commenti  

alsemer
+2 # alsemer 10-07-2015 06:50
poesia e scienza, molto molto bella.
Sabina
+2 # Sabina 13-07-2015 23:30
Charlie :-) , quanto tempo!
Antonia Vono
+1 # Antonia Vono 14-07-2015 16:29
No nessuno può ignorarlo e nessuno dovrebbe ignorare il tuo scrivere e la poesia che hai nelle parole e nell'anima ..
Quella forma d'arte che tu sublimi in ogni forma.
Grazie e un abbraccio da lontanissimo.

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