Sono passate quasi dodici ore
e il mio dito più magro, l’indice,
sanguina ancora.
Il tuo sopracciglio destro, invece,
rivela la tua paura
per le mie incertezze,
così come il mio piede sinistro
rivela la mia incertezza
per le tue paure.
Mancano ancora dodici ore,
settecentoventi minuti,
quarantatremila duecento secondi.
Poi vivremo per sempre legati
come nell’ipotesi di un suicidio
come in un abbraccio nella fase rem.
È dolce partire.

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